Cerca nel sito

Le risposte alle domande più frequenti riguardo il Covid-19: Certificazione verde, vaccinazioni, tamponi, isolamento, autosorveglianza e contagio.

 


 

Panoramica

Le risposte alle domande più frequenti sulla campagna di vaccinazione

Domande frequenti

La campagna di vaccinazione anti Covid-19 è partita a dicembre 2020 e proseguirà a fasi che dipenderanno dall’evolversi della pandemia, dalla quantità di vaccini disponibili e riguarderanno nell’ordine le classi di popolazione indicate nel Piano strategico vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 del Ministero della salute.
Per la stagione autunno-inverno 2023 viene offerta una dose di richiamo del vaccino con formulazione aggiornata alle seguenti categorie a rischio: persone con più di 60 anni, ospiti delle Rsa, donne in gravidanza o post parto, operatori sanitari e socio sanitari, persone con malattie croniche o particolarmente fragili.

A richiesta, e secondo la disponibilità delle dosi inviate dal ministero della Salute, può vaccinarsi anche chi non rientra nelle categorie a rischio.

È possibile prenotare la vaccinazione al CUP online e farla nelle sedi vaccinali dell'Azienda sanitaria o, in alternativa, contattare il proprio medico di medicina generale (se aderisce alla campagna vaccinale) e fare la vaccinazione nel suo studio. Gli over 80 possono prenotare il vaccino solamente tramite Cup online e farlo nelle sedi vaccinali di Asuit.

Per dose addizionale si intende una dose aggiuntiva di vaccino a completamento del ciclo vaccinale primario, somministrata al fine di raggiungere un adeguato livello di risposta immunitaria. La dose addizionale va somministrata dopo almeno 28 giorni dall’ultima dose.

Per dose booster si intende una dose di richiamo dopo il completamento del ciclo vaccinale primario, a distanza di un determinato intervallo temporale, somministrata per mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria, in particolare nelle persone a maggior rischio di contrarre il Covid in forma grave. La dose booster va somministrata dopo almeno 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario.

Sì. Tenuto conto delle attuali indicazioni espresse dalle principali autorità di Sanità Pubblica internazionali e dei dati preliminari relativi alla co-somministrazione di vaccini anti-SARS-CoV-2/COVID-19 con vaccini antinfluenzali, è possibile programmare la somministrazione dei due vaccini, anti-influenzale e anti-SARS-Cov-2, nella stessa seduta vaccinale.

Dopo 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale si osserva una forte diminuzione dell’efficacia vaccinale nel prevenire le diagnosi in corrispondenza di tutte le fasce di età. In generale, su tutta la popolazione, l’efficacia vaccinale passa dal 76% nei vaccinati con ciclo completo entro i sei mesi rispetto ai non vaccinati, al 50% nei vaccinati con ciclo completo oltre i sei mesi rispetto ai non vaccinati. Nel caso di malattia severa, l’efficacia per i vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi è pari al 92% rispetto ai non vaccinati, mentre risulta pari all’82% per i vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi rispetto ai non vaccinati (decrescita dell’efficacia vaccinale di circa 10 punti percentuali).

Al fine di massimizzare la protezione autunno/inverno 2023-2024, è raccomandata una dose di richiamo a distanza di sei mesi dall’ultima dose di vaccino anti Covid-19 o dall’ultima infezione, a prescindere dal numero di dosi ricevute o di diagnosi di infezione. Una recente infezione non rappresenta comunque una controindicazione alla vaccinazione.

Al momento il vaccino utilizzato è Pfizer Comirnaty Omicron, una formulazione adattata alle nuove varianti del virus SARS-CoV-2.
Per la nota informativa si rimanda al sito dell'AIFA.

Il vaccino aggiornato "Pfizer Comirnaty Omicron" può essere somministrato, in formulazione pediatrica, a bambini dai 6 mesi ai 4 anni (3 microgrammi/dose) e ai bambini dai 5 agli 11 anni (10 microgrammi/dose). Dai 12 anni di età la dose è la stessa degli adulti. Si prenota l'appuntamento accedendo al Cup online e selezionando la card dedicata. Il bambino deve essere accompagnato all'appuntamento da un genitore munito di tessera sanitaria del minore.

No, è sufficiente avere la tessera sanitaria. Può essere anche un parente/amico/caregiver a prenotare la vaccinazione.

È sufficiente portare con sé un documento di identità valido e la tessera sanitaria.

È importante presentarsi al centro vaccinale muniti di prenotazione da effettuare al CUP online per evitare lunghe attese, facilitare la programmazione delle somministrazioni e il lavoro dei centri vaccinali. È possibile vaccinarsi senza prenotazione in occasione degli open day

Chi non ha la tessera sanitaria può prenotare il vaccino chiamando il CUP ai numeri 0461 379400 (da cellulare) o 848 816 816 (da fisso).

Prenotando la prima dose verrà automaticamente fissato anche l’appuntamento per la seconda dose. Chi ha ricevuto la prima dose senza prenotazione (ad esempio durante un open day) può prenotare il richiamo sempre tramite il CUP online, selezionando l'apposita card. Per garantire la copertura e l’efficacia del vaccino è importante rispettare le tempistiche di somministrazione delle due dosi.

Gli studi per stabilire se le persone vaccinate, infettate in modo asintomatico, possano contagiare altre persone sono in corso. Poiché è possibile che, nonostante l’immunità protettiva, in qualche caso il virus possa persistere nascosto nella mucosa nasale, le persone vaccinate e quelle che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19.

La vaccinazione è raccomandata anche per le persone che hanno già avuto l'infezione da SARS-CoV-2, sia in maniera sintomatica sia asintomatica. Per chi ha già avuto il Covid è raccomandata una sola dose di vaccino entro i sei mesi dall'infezione (e non oltre i 12 mesi). L’eventuale somministrazione di una seconda dose entro i 12 mesi dalla guarigione non è comunque controindicata. Superato l’intervallo di 12 mesi dalla guarigione, si procederà con un ciclo vaccinale completo. Per i soggetti con condizioni di immunodeficienza resta raccomandato il ciclo vaccinale completo.

Come da indicazioni del Ministero della salute (circolare del 9 settembre 2021) chi ha contratto il Covid entro il 14° giorno dalla somministrazione della prima dose di vaccino deve fare anche la seconda dose (entro i sei mesi). Per chi invece si è ammalato oltre il 14° giorno, il ciclo vaccinale viene considerato completo in quanto l’infezione stessa è da considerarsi equivalente alla somministrazione della seconda dose. L'eventuale somministrazione di una seconda dose non è comunque controindicata.

Sì, purché rimanga qui il tempo necessario per completare il ciclo vaccinale. Il vaccino si prenota sul CUP online.

Se rimane in Trentino per più di 14 giorni per ferie o per lavoro e ha fatto la 1° dose di vaccino in un'altra regione italiana o all'estero può prenotare la seconda dose attraverso il CUP online.

Può vaccinarsi qui anche se non è residente in Trentino. Il vaccino si prenota sul CUP online.

Possono prenotare la dose booster in Trentino anche i turisti, i lavoratori e gli studenti che hanno completato il primo ciclo vaccinale in altra regione italiana o all'estero da almeno 120 giorni. Il vaccino si prenota sul CUP online.

È possibile scegliere il vaccino tra quelli autorizzati per ogni fascia di età o categoria. Al momento il vaccino utilizzato è Pfizer Comirnaty Omicron.

Il nuovo vaccino Pfizer Comirnaty Omicron ha una formulazione aggiornata e adattata alle nuove varianti del virus SARS-CoV-2.

Per questioni organizzative è importante recarsi a fare il vaccino muniti di prenotazione e rispettare il giorno e l'orario dell'appuntamento. Chi avesse saltato l'appuntamento per motivi di impedimento grave può fissarne un altro chiamando il CUP telefonico: 848 816 816 (da telefono fisso) e 0461 379400 (da cellulare).

Hanno diritto al Certificato di esenzione dalla vaccinazione tutti coloro che, per la presenza di specifiche condizioni cliniche, non possono essere vaccinati o per cui la vaccinazione debba essere differita. Su richiesta dell’assistito, la certificazione dell’esenzione dalla vaccinazione anti Covid-19 può essere rilasciata dai medici vaccinatori o dai medici di medicina generale/pediatri di libera scelta.
Dal 7 febbraio 2022, la certificazione di esenzione dalla vaccinazione anti COVID-19 viene rilasciata esclusivamente in formato digitale in modo da permettere la verifica attraverso la scansione del QR code e con gli altri sistemi di verifica automatizzati. Le certificazioni di esenzione dalla vaccinazione anti COVID-19 precedentemente emesse in modalità cartacea saranno valide massimo fino al 27 febbraio 2022, poi non potranno più essere utilizzate. Chi ne è in possesso potrà rivolgersi al medico certificatore che rilascerà all’assistito una nuova attestazione.
Per sapere come scaricare la certificazione di esenzione digitale visiti la sezione dedicata sulla piattaforma nazionale DGC.

Sì, deve contattare il suo medico di medicina generale che segnalerà il suo caso alle Cure domiciliari.

Per avere informazioni e supporto nella prenotazione può chiamare il CUP telefonico ai numeri 0461 379400 (da cellulare) o 848 816 816 (da fisso).

Nella sezione del CUP online “Gestisci appuntamenti” può vedere i dettagli dell’appuntamento prenotato e disdirlo.

Già dopo la prima dose, nella piattaforma TreC+, è disponibile il certificato di avvenuta vaccinazione. Il certificato riporta le date e il numero di dosi effettuate, la tipologia di vaccino e il numero di lotto somministrato. Può abilitarsi a TreC+ con lo SPID o la Carta provinciale dei servizi (tessera sanitaria abilitata). In alternativa può provare a chiedere il certificato anche all'ufficio di igiene pubblica del suo territorio.

Per eventuali controindicazioni alla vaccinazione nel caso in cui stia assumendo medicinali deve consultare il suo medico di medicina generale.

Sì.

Sì. I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione. In ogni caso il profilo di sicurezza viene continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione. L'Agenzia italiana del farmaco pubblica report periodici sulla farmacovigilanza dei vaccini Covid-19.

I test richiesti dalle autorità ed effettuati sui candidati vaccini contro il Sars-Cov-2 sono gli stessi di tutti gli altri farmaci e vaccini già approvati in precedenza. In Europa si è riusciti a velocizzare l’iter grazie alle maggiori risorse a disposizione e adottando un sistema di revisione della documentazione particolare, che prevede di esaminare i risultati delle varie fasi della sperimentazione man mano che arrivano e non ‘in blocco’ alla fine. Nel caso del vaccino Pfizer i test sono stati effettuati su 44mila persone in diversi paesi del mondo.

Di solito nella vaccinazione viene iniettato il virus (o il batterio) «indebolito», oppure una parte di esso. Il sistema immunitario riconosce l'«intruso» e produce gli anticorpi che utilizzerà quando incontra quello «vero». Nel caso dei vaccini a Rna invece si inietta l’«istruzione» per produrre una particolare proteina, detta proteina spike, che è quella che il virus utilizza per «attaccarsi» alle cellule. La cellula produce quindi da sola la proteina «estranea», che una volta riconosciuta fa attivare la produzione degli anticorpi.

Oltre a non avere le «istruzioni» per modificare il Dna, l’Rna messaggero non entra mai nel nucleo della cellula, che è la parte che contiene il genoma, e non può quindi alterarlo in nessun modo. Inoltre l’Rna messaggero si degrada dopo pochi giorni, una volta eseguito il suo «compito».

Le osservazioni fatte nei test finora hanno dimostrato che la protezione dura alcuni mesi, mentre bisognerà aspettare periodi di osservazione più lunghi per capire se una vaccinazione sarà sufficiente per più anni o servirà ripeterla. Non è ancora chiaro, ma sono in corso studi in merito, se il vaccino protegge solo dalla malattia o impedisce anche l’infezione. Almeno in un primo momento anche chi è vaccinato dovrebbe mantenere alcune misure di protezione.

Come tutti i vaccini anche quelli contro il Sars-Cov-2 possono dare effetti indesiderati. Nel corso della sperimentazione sono state riscontrate le reazioni comuni, già viste in altre vaccinazioni. In tutti i paesi che hanno adottato il vaccino, Italia compresa, c’è comunque un sistema di sorveglianza che raccoglie le segnalazioni.

L’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), oltre alle attività di farmacovigilanza normalmente previste per farmaci e vaccini (basate sulle segnalazioni spontanee e sulle reti di farmacovigilanza già presenti), promuoverà l’avvio di alcuni studi indipendenti post-autorizzativi sui vaccini COVID-19. Le attività di vigilanza riguarderanno sia la raccolta e valutazione delle segnalazioni spontanee di sospetta reazione avversa (farmacovigilanza passiva) che azioni proattive, attraverso studi/progetti di farmaco-epidemiologia (farmacovigilanza attiva).
Se manifesta un qualsiasi effetto indesiderato riconducibile alla somministrazione del vaccino deve rivolgersi al suo medico curante o contattare il centro vaccinale. Può inoltre segnalare gli effetti indesiderati direttamente online sul portale www.vigifarmaco.it o compilando la scheda pubblicata sul sito dell'AIFA e inviandola per email a farmacovigilanza@asuit.tn.it.

Per quanto riguarda i vaccini Novavax, Pfizer, Moderna e AstraZeneca sono previste due dosi, a distanza di alcune settimane l’una dall’altra, in base al tipo di vaccino. Per le persone che hanno già avuto l'infezione, decorsa in maniera sintomatica o asintomatica, è possibile considerare la somministrazione di una sola dose, purché la vaccinazione venga eseguita entro 12 mesi dall'infezione (preferibilmente tra i tre e i sei mesi). L'indicazione non è applicabile ai soggetti con immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici, nei quali si raccomanda di effettuare comunque due dosi per i vaccini a oggi disponibili, non essendo prevedibile la protezione immunologica conferita dall’infezione da SARS-CoV-2 e la durata della stessa. Per il vaccino Janssen è prevista la somministrazione di una sola dose.
Tenuto conto della condizione di aumentata circolazione virale nel periodo invernale e della ripresa della curva epidemica e in un’ottica di massima precauzione, si consiglia la somministrazione di una terza dose di richiamo (booster) dopo 4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale, inclusi i soggetti vaccinati con una unica dose di vaccino Janssen.

Gli studi clinici su Pfizer e Moderna hanno dimostrato un’efficacia molto elevata dei vaccini, rispettivamente, dopo una settimana e dopo due settimane dalla seconda dose. Per quanto riguarda AstraZeneca studi clinici hanno dimostrato la massima efficacia dopo 15 giorni dalla seconda dose. Il massimo della protezione si ha, quindi, dopo i periodi indicati. Sebbene anche dopo la prima dose è verosimile che ci sia una certa protezione dal virus, questa non è immediata dopo l'inoculazione del vaccino, ma si sviluppa progressivamente dopo almeno 7-14 giorni dall'iniezione. La seconda dose del vaccino, effettuata ad almeno 21 giorni dalla prima dose per Pfizer, a 28 per Moderna e nel corso della 12a settimana dalla prima dose per AstraZeneca, ha il compito di rinforzare la protezione e renderla più prolungata.

Con il decreto legge 44/2021, in vigore dal 1° aprile 2021, è stato introdotto l'obbligo vaccinale per le professioni sanitarie.
Con il decreto legge n. 1 del 7 gennaio 2022 il Governo ha disposto l’obbligatorietà del vaccino, a partire dall’8 gennaio e fino al 15 giugno, per coloro che abbiano compiuto 50 anni e che li compiranno entro il 15 giugno 2022. L’obbligo si estende (a prescindere dall’età) a tutto il personale universitario, delle istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica e degli istituti tecnici superiori; alle forze dell’ordine, le forze armate e il personale del soccorso pubblico; al personale sanitario e delle Rsa; ai dipendenti dell’amministrazione penitenziaria e in generale chi lavora all’interno degli istituti penitenziari.
È prevista una sanzione amministrativa di 100€ per coloro che in data 1° febbraio non avranno iniziato il ciclo vaccinale primario o non avranno effettuato le dosi di richiamo secondo le tempistiche previste.
Il Ministero della Salute, avvalendosi di Agenzia delle entrate-Riscossione, trasmette ai soggetti inadempienti una “Comunicazione di avvio del procedimento sanzionatorio”. Chi ha ricevuto la comunicazione e vi riscontra delle inesattezze, o deve segnalare l’eventuale certificazione relativa al differimento o all’esenzione dall’obbligo vaccinale, deve rivolgersi all'ufficio competente per il proprio territorio di residenza (allegando copia della stessa lettera ed eventuale documentazione a supporto):

Rovereto: igienepubblica.rovereto@asuit.tn.it

Fiemme-Fassa: igienepubblica.cavalese@asuit.tn.it

Pergine: igienepubblica.pergine@asuit.tn.it

Borgo: igienepubblica.borgo@asuit.tn.it

Primiero: igienepubblica.primiero@asuit.tn.it

Arco: igienepubblica.arco@asuit.tn.it

Tione: igienepubblicatione@asuit.tn.it

Mezzolombardo: igienepubblicaparola@asuit.tn.it

Cles: igienepubblicanon@asuit.tn.it

Sole: igienepubblicavalledisole@asuit.tn.it

Trento: igienepubblicatrento@asuit.tn.it

Si tenga conto che la normativa in materia di obbligo vaccinale differisce da quella relativa alla durata delle Certificazioni verdi COVID-19. Infatti, la validità di una Certificazione verde COVID-19 da guarigione, anche se con durata illimitata, non determina l’adempimento dell'obbligo vaccinale, che va comunque assolto dopo 90 giorni per i non vaccinati o 120 giorni per chi deve fare la dose di richiamo.

La vaccinazione (con vaccini a mRNA) è raccomandata alle donne in gravidanza nel secondo e terzo trimestre. Relativamente al primo trimestre, la vaccinazione può essere presa in considerazione dopo una valutazione dei potenziali benefici e dei potenziali rischi con la figura professionale sanitaria di riferimento. La vaccinazione è raccomandata anche per le donne che allattano, senza necessità di sospendere l’allattamento. Nel documento “Indicazioni ad interim su vaccinazione contro il COVID-19 in gravidanza e allattamento” (a cura di ISS-ItOSS) è possibile approfondire la questione.

Secondo lo schema di priorità definito nel Piano vaccini saranno vaccinate tutte le persone presenti sul territorio italiano, residenti, con o senza permesso di soggiorno ai sensi dell’articolo 35 del testo unico sull’immigrazione.

Sì, la somministrazione concomitante di un vaccino anti Covid-19 utilizzato in Italia e un altro vaccino del Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale è possibile, con l’eccezione dei vaccini vivi attenuati, per i quali può essere considerata valida una distanza minima precauzionale di 14 giorni prima o dopo la somministrazione del vaccino anti SARS-CoV-2.

Ultimo aggiornamento: 25/02/2026 - 16:27