FAQ Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (D. Lgs. 81/08) - D.Lgs. 81/08 – Escluso il Tit. IV
Le risposte di Uopsal (Unità operativa prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro) alle domande sull'applicazione del D.Lgs. 81/08, il testo unico sulla salute e la sicurezza sul lavoro.
Obiettivo delle FAQ è fornire pareri omogenei su alcune questioni e aspetti interpretativi legati all’applicazione del decreto 81/08 in particolare in ambito edilizio.
Domande frequenti
La definizione di confinamento deriva dal DM 06/09/1997 e consiste nell'installazione di una barriera a tenuta che separi l'amianto dalle aree occupate dell'edificio. Se non viene associato ad un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre continua all'interno del confinamento. Rispetto all'incapsulamento, presenta in vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti. E' indicato nel caso di materiali facilmente accessibili, in particolare per bonifica di aree circoscritte (ad es. una colonna). Non è indicato quando sia necessario accedere frequentemente nello spazio confinato. Il costo è contenuto, se l'intervento non comporta lo spostamento dell'impianto elettrico, termoidraulico, di ventilazione, ecc. Occorre sempre un programma di controllo e manutenzione, in quanto l'amianto rimane nell'edificio; inoltre la barriera installata per il confinamento deve essere mantenuta in buone condizioni.
L’allegato IV del D.lgs. 81/08 al punto 1.3.1. prevede: A meno che non sia richiesto diversamente dalle necessità della lavorazione, è vietato adibire a lavori continuativi locali chiusi che non rispondono alle seguenti condizioni: … 1.3.1.2. avere aperture sufficienti per un rapido ricambio d’aria.
Ciò significa che in linea generale tutti gli ambienti di lavoro devono essere dotati di finestre/portefinestre apribili per consentire il sufficiente ricambio d’aria naturale e per eventuali emergenze. Il progettista degli ambienti di lavoro e/o il datore di lavoro che si accinge a progettare e/o utilizzare degli ambienti di lavoro, dovrà pertanto valutare attentamente il dimensionamento delle aperture in relazione alle necessità di lavorazione. Ai fini del dimensionamento della ventilazione degli ambienti costituiscono orientamento per questo organo di vigilanza i parametri riportati nella delibera della G.P. 1513 del 13/07/2012 e nei regolamenti edilizi comunali. In assenza di particolari esigenze produttive, eventuali deroghe dovute a vincoli urbanistici e/o architettonici e devono essere valutate in primis dal progettista dell’ambiente di lavoro e dal datore di lavoro, coinvolgendo il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e oggetto di istanza di autorizzazione in deroga dell’organo di vigilanza come indicato dall’art. 63, quinto comma.
I DPI e le attrezzature idonee al lavoro da svolgere, secondo il D.Lgs. 81/08, devono essere forniti dal DL. La perdita del DPI (ripetuta) o il danneggiamento delle attrezzature rientra nelle obbligazioni del rapporto privatistico di lavoro tra DL/lavoratore e nella materia di contenzioso giuslavoristico previsto dalla L. 300/70 facendo specifico riferimento ad eventuali omissioni del lavoratore previste dagli obblighi a suo carico (art. 20 D.lgs. 81/08).
Ovviamente ci sono corsi di formazione che non riguardano espressamente la salute e sicurezza sul lavoro. È compito dell’Ente formatore specificare nel progetto formativo eventuali contenuti specifici da sviluppare nel corso relativi alla salute e sicurezza sul lavoro.
L’impresa familiare è una ditta individuale in cui i familiari dell’imprenditore collaborano nello svolgimento dell’attività aziendale. I riferimenti normativi fondamentali sono l’articolo 230 bis del codice civile e l’articolo 5 del TUIR e circ. Min. Lav. N. 10478 e 14184 del 2013. Si considerano familiari dell’imprenditore il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo. Per verificare gli adempimenti al D.Lgs. 81/08 bisogna verificare l’atto costitutivo/statuto dell’impresa. Se l’impresa rientra nell’art. 230 bis c.c. (visura camerale e atto costitutivo/statuto) si applica solamente l’art. 21 del D.Lgs. 81/08 mentre negli altri casi l’intero D.Lgs. 81/08 (caso specifico delle Srl e Snc nelle quali invece il collaboratore viene assimilato ad un lavoratore subordinato).
No, il numero e la formazione degli addetti alle emergenze riguarda le necessità dell’unità produttiva dell’azienda, il camion di per se rappresenta una singola attrezzatura che necessita di una specifica informazione, formazione ed addestramento a se stante. Ai soli fini dell’automedicazione può essere opportuno dotare il mezzo di un pacchetto i cui contenuti potranno essere individuati anche in collaborazione con il medico competente.
No, perché la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC) è un documento abilitativo che si aggiunge alla patente di guida necessario per tutti i conducenti che effettuano professionalmente l’autotrasporto di persone e di cose su veicoli per la cui guida è richiesta la patente delle categorie C, CE, D e DE e ha una finalità completamente diversa.
Sì, vale anche per il RSPP e non solo per il SPP e le procedure possono valere anche per i mezzi in cui è prevista la specifica abilitazione e pertanto l’abilitazione non sostituisce le procedure.
L’attestato può essere considerato valido se l’impresa rientra nello stesso codice ATECO principale o della stessa macrocategoria; non può essere considerato valido se il codice ATECO è del tutto diverso per tipologia di attività ovvero se non rientra nella stesse macrocategorie.
Sì, se in concreto le sue funzioni rientrano nella definizione di dirigente ex art. 2, primo comma lett. d) del D.Lgs. 81/08 anche solo di fatto (art. 299).
Sì, è compatibile. Nel caso previsto dall’art. 34, primo comma (svolgimento diretto di RSPP da parte del DL) la delega deve essere conferita ad un soggetto diverso dal RSPP.
Per l’utilizzo delle scale è necessario seguire la regola dei 3 punti di appoggio e i principi previsti dall’art. 111 e 113 del D.Lgs. 81/08.
Ultimo aggiornamento: 25/02/2026 - 14:56
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