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No. La perdita totale e irreversibile della coscienza unitamente all’incapacità di respirare costituiscono le condizioni che porteranno alla diagnosi di morte da parte del medico della rianimazione; alla diagnosi seguirà l’intervento del Collegio medico che è chiamato ad accertare la contemporanea presenza delle condizioni previste dal DMS 11 aprile 2008 Agg. del decreto n. 582 (perdita di coscienza, assenza di riflessi, respiro, attività elettrica): solo a queste condizioni può iniziare l’osservazione e l’accertamento di morte.

Diagnosi e accertamento sono due sequenze obbligatorie per impedire che, in un cadavere, possano continuare trattamenti non solo inutili e ingiusti, ma vietati dalla legge.

Diagnosi e accertamento sono previsti dalla legge e il loro fine NON è il prelievo di organi.

NB: il trattamento terapeutico dei pazienti ricoverati in Rianimazione, indipendentemente dalla posizione individuale o familiare riguardo alla donazione di organi, che peraltro non deve e non viene assolutamente indagata durante le cure, continua fino a quando non sia stata accertata la morte e cioè fino a quando non si sia concluso il periodo di accertamento della morte previsto dalla legge (6 ore).