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No, è proibito dalla legge. Non si può svelare il nome del ricevente, questo per tutelare il più possibile la riservatezza del ricevente e della sua famiglia, per evitare possibili richieste di “indennizzo” o di riconoscenza coatta. L’anonimato protegge però anche la famiglia del donatore, limitando la sindrome detta “del segugio” che spinge i famigliari del donatore a inseguire gli organi del parente defunto e stabilire un rapporto affettivo coercitivo e morboso con il ricevente.