Cardiologia ambulatoriale e prevenzione al centro del congresso regionale ARCA
Mettere a sistema la prevenzione, accorciare le distanze tra specialista e paziente e sfruttare le nuove reti territoriali per ridurre l'impatto delle patologie cardiache. Questi i temi al centro del congresso regionale ARCA (Associazioni Regionali Cardiologi Ambulatoriali) del Trentino-Alto Adige “Affinità cardiologiche”, che si è tenuto oggi a Rovereto, nell’Aula Magna del Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento. L’evento, che ha riunito i massimi esperti regionali del settore, ha messo al centro del dibattito le sfide più attuali della cardiologia: dalla gestione dell’obesità e del diabete nel rischio cardiovascolare alle ultime innovazioni terapeutiche per lo scompenso cardiaco, fino alle nuove frontiere dei trapianti e dell’aritmologia clinica. L'apertura dei lavori ha visto la presenza dell’assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina, che ha portato il saluto della Provincia autonoma di Trento sottolineando il valore strategico della cardiologia territoriale e della prevenzione, del presidente regionali ARCA Mauro Larcher ,che ha posto in luce la necessità di evitare la frammentazione e favorire l'integrazione, nonché del presidente dell'Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Trento Giovanni de Pretis, che ha evidenziato l'importanza di momenti formativi come questo
Data di pubblicazione: 11/04/2026
L’assessore Tonina è partito da un ringraziamento agli organizzatori e ai professionisti presenti, sottolineando il valore di momenti di confronto come il congresso, fondamentali per condividere esperienze e rafforzare una visione comune sui temi della prevenzione e della cardiologia territoriale. "Le malattie cardiovascolari restano tra le principali cause di morbilità e mortalità, ma sappiamo che una parte significativa degli eventi può essere prevenuta - sono state le sue parole -. Per questo la promozione dei sani stili di vita e la prevenzione rappresentano oggi una delle sfide più importanti per la sostenibilità e l’efficacia del nostro sistema sanitario. In questo contesto, il lavoro quotidiano dei cardiologi e degli operatori sanitari assume un valore ancora più strategico: parliamo di una professionalità che non si limita alla cura, ma che accompagna le persone lungo tutto il percorso di salute, dalla prevenzione alla presa in carico. È proprio questa capacità di essere punto di raccordo tra ospedale, territorio e medicina generale che rende la cardiologia ambulatoriale uno snodo cruciale del sistema".
Proprio perché la prevenzione non può essere affidata al singolo professionista, ma deve diventare un sistema "stiamo lavorando - ha proseguito l'assessore - per costruire un modello sanitario sempre più vicino ai cittadini, capace di rispondere in modo efficace ai nuovi bisogni, per rafforzare l’integrazione tra professionisti e servizi sul territorio. Penso, in particolare, allo sviluppo delle Case della comunità, alle aggregazioni funzionali territoriali e al rafforzamento dell’integrazione con il sistema universitario: strumenti concreti per dare forma a una sanità di prossimità più moderna e organizzata".
Un cambio di paradigma ormai necessario, anche alla luce delle trasformazioni demografiche in atto: "L’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche ci impongono infatti di investire con decisione sulla prevenzione, che non può più essere considerata un costo, ma un vero e proprio investimento strategico per il futuro del nostro sistema sanitario. In questa direzione, un ruolo importante potrà essere svolto anche dall’innovazione tecnologica. La telemedicina, il monitoraggio a distanza e l’utilizzo dei dati rappresentano strumenti preziosi per migliorare la continuità delle cure e garantire risposte tempestive, soprattutto in un territorio come il nostro, caratterizzato anche da realtà periferiche e montane", ha aggiunto Tonina.
Se infatti l’ospedale resta fondamentale per la gestione delle acuzie, è sul territorio che si gioca la partita della prevenzione, della cronicità e della qualità della vita: "L'obiettivo è superare la frammentazione, è fondamentale continuare a investire sulle competenze, sull’organizzazione e sulla capacità di fare rete, valorizzando anche il contributo del volontariato e delle comunità locali. Solo attraverso un lavoro condiviso e integrato sarà possibile rispondere in modo adeguato ai bisogni di salute della nostra popolazione. La collaborazione tra istituzioni, professionisti e cittadini è la chiave per costruire una sanità più equa, più efficace e realmente vicina alle persone, capace non solo di curare, ma anche di prevenire e accompagnare nel tempo i percorsi di salute", ha concluso l'assessore Tonina.
L’evento, che ha riunito i massimi esperti regionali del settore, ha messo al centro del dibattito le sfide più attuali della cardiologia: dalla gestione dell’obesità (approfondita da Edoardo Mocini) e del diabete nel rischio cardiovascolare, fino alle ultime innovazioni terapeutiche per lo scompenso cardiaco e alle nuove frontiere dei trapianti di cuore con la lettura del professor Gino Gerosa.
Il convegno ha offerto una panoramica scientifica di alto livello, toccando temi cruciali come l'impatto dell'attività fisica, della nutraceutica - ovvero l'utilizzo di principi attivi naturali contenuti negli alimenti - e l'efficacia dei nuovi approcci farmacologici. Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione della cronicità e alla necessità di percorsi di cura integrati per i pazienti affetti da patologie complesse, con sessioni specifiche dedicate all'aritmologia clinica (coordinata, tra gli altri, da esperti come Maurizio Del Greco e Massimiliano Maines) e alle nuove linee guida per il trattamento della stenosi aortica presentate da Roberto Bonmassari.
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Ultimo aggiornamento: 11/04/2026 - 10:55
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