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Immagine: WhatsApp Image 2022-04-07 at 12.07.11.jpeg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

Nella missione a Leopoli sono stati impiegati 16 mezzi, incluse ambulanze, pulmini, minibus, mezzi ad alto biocontenimento, macchine e furgoni per materiali vari e 51 operatori della Croce Rossa Italiana tra cui volontari, staff, medici, infermieri, oss, operatori Restoring Family Links. Tra questi, c’erano anche due trentini: Brunialti e la volontaria Lionella Verani. “Si è trattato di un viaggio reso particolarmente complesso dalle condizioni di salute delle persone che stavamo accompagnando in Italia, lungo un tragitto di ben 1.300 chilometri” ha spiegato il presidente Brunialti, che ha evidenziato come questa fosse la seconda missione della Croce Rossa Italiana di evacuazione da Leopoli. “Fino ad ora la città è stata risparmiata dalla guerra e le persone che abbiamo incontrato vivono una strana normalità. Vivono nella paura. Ci sono i check point, i sacchi di sabbia lungo le strade, ogni tanto partono gli allarmi antiaerei e la gente si rifugia nei bunker” è stato il racconto del presidente del Comitato provinciale di Trento della Croce Rossa Italiana. I pazienti accolti in Trentino sono segnati dallo shock per quanto hanno visto e udito nei 15 giorni di fuga dal Donbass. A Levico Terme hanno trovato sicurezza e tranquillità. Oggi inizia il loro percorso verso la serenità.

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Ufficio Stampa

Ultimo aggiornamento: 11/02/2026 - 18:06