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Immagine: Osteoporosi CC BY-SA 2.0 by German Tenorio  .jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da una progressiva riduzione e modificazione strutturale della massa ossea: le ossa diventano meno resistenti e aumenta così il rischio di fratture spontanee o a seguito di minimi traumi. Le ossa più a rischio sono le vertebre, il femore, l’omero, il polso e la caviglia. In genere l’osteoporosi è asintomatica per anni e, se non ricercata attraverso esami specifici, viene spesso diagnosticata al momento di una frattura oppure fortuitamente grazie a radiografie fatte per altri motivi. Esistono due tipologie di osteoporosi: primaria, che include le varietà post-menopausale e senile, e secondaria, che è dovuta a diverse patologie e all’assunzione di alcuni farmaci nel medio-lungo periodo.

Si stima che in Italia l’osteoporosi colpisca circa 5milioni di persone, di cui l’80% sono donne in post menopausa. Secondo i dati ISTAT del 2020, l’8,1% della popolazione italiana (il 13,5% delle femmine e il 2,3% dei maschi) ha dichiarato di essere affetto da osteoporosi, con una prevalenza che aumenta progressivamente con l’avanzare dell’età, in particolare nelle donne dopo i 55 anni, fino a raggiungere il 32,2% oltre i 74 anni (il 47% delle femmine e il 10,3% dei maschi).

L’Organizzazione mondiale della sanità ha più volte richiamato l’attenzione sull’osteoporosi e sulle correlate fratture da fragilità, che hanno rilevanti conseguenze sia in termini di mortalità, sia di disabilità motoria, con elevati costi sanitari e sociali.

Sebbene insidiosa, l’osteoporosi può essere facilmente diagnosticata attraverso esami strumentali che misurano la densità minerale ossea e soprattutto può essere prevenuta. Per questo è fondamentale tenere alta l’attenzione su questa patologia e sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione primaria, attraverso l’adozione di corretti stili di vita fin dalla giovanissima età e un corretto introito di calcio e vitamina D, secondo un’alimentazione equilibrata. Attenzione anche a seguire un’adeguata terapia dopo una prima frattura e a fare tutti gli accertamenti per capire le cause, al fine di ridurre il rischio di nuove fratture. Vanno evitate le cosiddette «fratture a cascata».

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Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

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APSS

Ultimo aggiornamento: 11/02/2026 - 18:42