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Segnana, malattie rare: “Investire nella ricerca e collaborare per dare risposte sempre più adeguate”

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Malattie rare: ricerca, innovazione e nuovi paradigmi sono i temi scelti come riferimento per l’incontro pubblico che si è svolto oggi a Palazzo Consolati a Trento. L’iniziativa, nella giornata delle malattie rare, che si celebra il 28 febbraio, è stata organizzata dal Coordinamento trentino associazioni malattie rare in rete in collaborazione con il Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata (DipCibio) e con il Centro interdipartimentale di Scienze mediche (Cismed) dell’Università di Trento. All’incontro è intervenuta questa mattina anche l’assessore provinciale salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana.

Ospedale Valli dell’Avisio, ieri l’incontro a Cembra

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Prosegue il confronto con le comunità dei territori interessati sul tema del futuro dell’ospedale delle Valli dell’Avisio. Dopo gli appuntamenti a Cavalese e a Pozza di Fassa delle scorse settimane, ieri sera si è sviluppato un nuovo dibattito nell’incontro che si è tenuto al Teatro di Cembra. Sul tavolo le due ipotesi rappresentate dalla ristrutturazione dell’ospedale di Cavalese e dalla nuova realizzazione (con la proposta di partenariato pubblico - privato) in località Masi o in un’altra area. Notevole la partecipazione degli amministratori locali e della cittadinanza e numerosi gli interventi, alla presenza del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, accompagnato dai tecnici provinciali e dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. In sala anche l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e il direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti. “Di fronte a una scelta strategica per il futuro della comunità, con particolare riferimento alle Valli dell’Avisio – ha detto Fugatti – è importante approfondire i pro e i contro delle diverse ipotesi per l’ospedale. Puntiamo ad una comunità consapevole, partecipe di scelte determinanti per diverse decine di anni. E saranno proprio i territori a decidere, tenendo ben presente che sono disponibili le necessarie risorse per seguire l’una o l’altra strada progettuale, tracciate entrambe rigorosamente nel solco della sanità pubblica. Una scelta che, anche alla luce delle sfide e delle questioni emerse negli ultimi anni, come la pandemia da covid-19 da un lato e la Facoltà di Medicina dall’altro, necessita di una approfondita conoscenza delle diverse opzioni in campo. Di qui l’importanza di questo percorso informativo, reso possibile anche grazie alla sensibilità istituzionale degli amministratori del territorio e alla loro collaborazione. Li voglio ringraziare per aver sostenuto e condiviso questo articolato scambio di vedute con la comunità, caratterizzato da grande attenzione, curiosità e anche da momenti di confronto acceso ma fondamentale per la partecipazione e la valorizzazione del contributo dei cittadini. Fermo restando che la responsabilità finale resta in capo alla Giunta provinciale”.

In rete per scalare le 8mila malattie rare

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Sono circa 8 mila nel mondo, ma nessuna colpisce più di 5 persone ogni 10 mila. Per questo vengono definite malattie rare. Un insieme variegato che costituisce una sfida per la ricerca e per la medicina, ma anche per famiglie e territorio. Perché, spesso, la strada per arrivare a una diagnosi definitiva e a un trattamento terapeutico adeguato è lunga e complessa. Come una vetta da conquistare. Anche per questo è nato il Coordinamento trentino associazioni malattie rare in rete. Nella giornata delle malattie rare, che si celebra il 28 febbraio per il sedicesimo anno a livello mondiale e per il nono in Trentino, viene proposto dalle 9 l’incontro pubblico “Rare Disease Day 2023. Le malattie rare tra ricerca, innovazione e nuovi paradigmi”, cui sarà possibile partecipare in presenza a Palazzo Consolati oppure in diretta streaming.

Influenza aviaria, al momento nessun allarme in Trentino

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In questi giorni alcune comunità di gabbiani che vivono sulle rive del Lago di Garda, in particolare sul lato bresciano, sono state colpite dal virus dell’influenza aviaria ad alta patogenicità. Nei giorni scorsi è stato raccolto, anche in provincia di Trento, in Valle dei Laghi, un gabbiano risultato poi positivo al virus dell’influenza aviaria. Questo virus di solito non infetta l’uomo anche se sono possibili sporadici casi di infezione umana in seguito di contatti diretti con animali infetti o le loro escrezioni. Per questo è importante adottare precauzioni nel caso del ritrovamento di uccelli morti.

Assemblea dell'AVIS Trento: il grazie dell'assessore Segnana ai donatori di sangue

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Crescono a Trento le donazioni di sangue e crescono anche gli associati all'Avis. Dopo il periodo difficile della pandemia, l'attività dell'associazione è ripresa a pieno regime, come dimostrano le cifre, relative al capoluogo e al suo circondario, presentate questo pomeriggio nel corso dell'assemblea annuale tenutasi all'oratorio del Duomo. Gli associati nel 2022 sono passati da 4911 a 5333: una crescita dell’8% solo a Trento (+9,6% con gli associati delle "basi", ovvero delle sedi Avis circondariali che gravitano attorno al capoluogo). In crescita nel 2022 anche le donazioni, che registano a Trento un +12%. Dall'assessore provinciale alla salute e politiche sociali Stefania Segnana, che ha aperto l'assemblea con il suo saluto, innanzitutto un grande "grazie" a tutti coloro che rendono possibile questa attività preziosa. "In Trentino - ha ricordato - riusciamo a soddisfare pienamente il bisogno espresso dal territorio, il che nel 2022 ci ha consentito di continuare a contribuire anche all’autosufficienza nazionale, con la cessione di 5831 unità di sangue, prevalentemente inviate in convenzione alla regione Lazio. Avis dà anche un grande aiuto alla sanità trentina per quanto riguarda la fornitura della tecnologia necessaria agli ospedali per gestire al meglio l’attività trasfusionale. Abbiamo ora intenzione di affrontare il tema di una sede adeguata per l'Avis di Trento. Il periodo che abbiamo alle spalle non ha aiutato ma la situazione adesso è migliorata e siamo convinti di poter trovare una soluzione adeguata".

Corso in medicina generale, ecco la Commissione

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La Giunta provinciale, su indicazione dell'assessore alla salute Stefania Segnana, ha costituito la Commissione per l’accesso al corso del corso di formazione specifica in medicina generale per il triennio 2022-2025. Il bando di concorso era stato approvato dall'esecutivo lo scorso autunno e a gennaio si sono chiusi i termini di presentazione delle domande. Sono stati ammessi a concorso 21 candidati, a fronte di 37 posti disponibili di cui 7 finanziati con i fondi del PNRR. La prova si terrà il 1° marzo a Trento, presso il il Polo Universitario delle professioni sanitarie dell’Azienda Sanitaria. "Quest'anno abbiamo visto un calo delle domande di partecipazione al concorso - commenta l'assessore Segnana - un fenomeno che sappiamo essere comune a tutt'Italia e sul quale siamo impegnati con diverse azioni. I posti a concorso infatti sono 37 di cui 30 finanziati su fondo sanitario provinciale e 7 finanziati con le risorse del PNRR. La formazione - conclude l'assessore - inizierà entro aprile e durerà tre anni; al termine un esame finale abiliterà all’esercizio della professione di medico di medicina generale".

Anche la Fondazione Gimbe promuove la sanità trentina

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«I risultati del Comitato Lea, messi in evidenza dalla fondazione Gimbe, posizionano la Provincia autonoma di Trento al terzo posto per quanto riguarda i livelli essenziali di assistenza. È un risultato che ci riempie di soddisfazione per il quale devo dire grazie, a nome mio e della Giunta, a tutto personale del sistema sanitario provinciale, soprattutto alle donne e agli uomini che nel 2020, quindi nel pieno dell’emergenza pandemica, si sono adoperati e hanno moltiplicati gli sforzi perché i cittadini non venissero privati dell’assistenza e delle cure di cui hanno diritto. Quindi un rinnovato ringraziamento a tutte le professionalità del mondo della sanità che, nonostante il momento difficile, non si sono tirate indietro ma anzi si sono prodigate quotidianamente con fatica, generosità e dedizione per superare la grave emergenza del covid» così l’assessore alla salute Stefania Segnana dopo la pubblicazione dell’analisi della Fondazione Gimbe di Bologna.

Dirigenza medica, sanitaria e veterinaria di Apss: in arrivo 9 milioni di euro

Approvate le direttive ad Apran, l’Agenzia provinciale per la rappresentanza negoziale per la stipula degli accordi, riguardanti il riconoscimento delle misure di armonizzazione previste con la legge di stabilità provinciale 2023 a favore della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria del Servizio sanitario provinciale. Si tratta complessivamente di 9 milioni di euro che verranno messi a disposizione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari: "Per quanto riguarda la somma una tantum di 2 milioni di euro, Apran è stata incarica di uniformare il valore annuo dell’indennità di esclusività a favore della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria a quanto riconosciuto per tali professionisti dai relativi contratti collettivi nazionali vigenti - spiega l'assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana -. Inoltre, sempre nell'ottica dell'armonizzazione prevista dalla legge di stabilità, si è demandato ad Apran di rideterminare i valori delle indennità previste dai contratti collettivi provinciali vigenti, per uniformarli a quelli nazionali. Per la copertura di questi ultimi, sono disponibili, annualmente, 1,4 milioni di euro con decorrenza dall’anno 2019 e a regime".

Coronavirus, bollettino settimanale: aggiornamento del 24 febbraio 2023

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Coronavirus: il bollettino dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari diffuso oggi, 24 febbraio 2023 – con i casi dal 17 al 23 febbraio 2023 – riporta il decesso di 1 persona. I nuovi casi sono 277, i tamponi effettuati 2.573, la positività è al 10,8%, l’incidenza è a 51 per 100.000. Le persone guarite sono 265. I pazienti ricoverati sono 20 (variazione settimanale -5), di cui 0 in terapia intensiva (variazione settimanale 0).

APSS, assessore Segnana: "nel 2022 prenotate 1.173.009 prestazioni sanitarie"

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"La pandemia ha messo in risalto delle criticità che la sanità trentina già stava vivendo come la difficoltà ad accedere alla prestazioni sanitarie e la carenza di personale sanitario. Temi che stiamo affrontando e l'incontro di oggi, va proprio in questa direzione, ovvero condividere quanto fatto e le strategie per il futuro. Nel 2022 sono state 1.173.009 le prestazioni sanitarie prenotate. Per quanto riguarda il tema della carenza di medici, che si registra su tutto il territorio nazionale, stiamo lavorando sull'attrattività del nostro territorio, sulla formazione di nuovi medici e l'aumento dei posti nella scuola delle professioni sanitarie. Sul fronte della conciliazione famiglia lavoro da marzo, a seguito dell'accordo tra sindacato e apss, partiranno anche i part time per i professionisti sanitari" così l'assessore alla sanità Stefania Segnana intervenuta oggi al convegno "Superare le criticità e malfunzioni del sistema sanitario Trentino" organizzato dall'Associazione per i Diritti degli Anziani in collaborazione con la UIL Pensionati e UIL FPL Sanità a Palazzo Geremia a Trento. Nel corso del convegno è emerso l'appello dei rappresentanti sindacali e dei professionisti sanitari rivolto direttamente ai cittadini a disdire per tempo le visite mediche nel caso di impossibilità a recarsi all'appuntamento o ad accettare gli appuntamenti proposti anche se lontani dalla propria abitazione. Anche queste azioni possono contribuire ad abbattere le liste d'attesa.

Mobilità sanitaria interregionale, la Provincia autonoma di Trento in attivo

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L'andamento del saldo della mobilità sanitaria sanitaria tra le diverse Regioni - unitamente alle altre compensazioni definite dai vari accordi tra Stato, Regioni e Province autonome di definizione dei riparti del Fondo sanitario nazionale - vede la Provincia autonoma di Trento in costante miglioramento. Il saldo 2021 (ultimo anno disponibile) è positivo e pari a 3 milioni di euro (3.007.000 euro per l’esattezza), con una variazione del 518,86% rispetto ai dodici mesi precedenti (nel 2020 la mobilità appariva in attivo di 486mila euro). Nel 2018 il saldo era negativo di 6,45 milioni di euro, mentre nel 2012 il dato era pari a -15,9 milioni di euro. In 10 anni si è dunque osservato un azzeramento del saldo che, passando da negativo a positivo, è migliorato di quasi 19 milioni di euro. “Si tratta del frutto del grande lavoro compiuto in questi anni, che conferma l’attrattività della sanità trentina in particolare per i nostri concittadini. Più che in passato, i trentini guardano infatti alle strutture sanitarie provinciali per le cure di cui hanno bisogno” osserva l’assessore provinciale alla salute, Stefania Segnana, secondo la quale “i dati confermano come nonostante le difficoltà legate alla pandemia, il Trentino ha saputo garantire l’assistenza sul territorio, grazie soprattutto alle competenze e all’impegno profuso dal personale sanitario di tutte le strutture sia pubbliche che private convenzionate”.

A Cles e Mezzolombardo c’è il recovery college

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“Preferisco il rumore del mare” è il nuovo recovery college per i Centri di Salute mentale di Cles e Mezzolombardo. È uno spazio di formazione e di partecipazione attiva dove le persone, esperte per professione o per esperienza diretta, nella duplice veste di maestro e di allievo si confrontano sul tema del disagio psichico e, attraverso corsi specifici che trattano di salute mentale e di benessere psicosociale, acquistano nuove conoscenze e consapevolezza. L’iniziativa è frutto di un lavoro comune tra operatori del Servizio di salute mentale, utenti, familiari e cittadini che, in collaborazione con le realtà del territorio, si pongono come obiettivo principale quello di promuovere la salute mentale come bene individuale e della comunità. Nel nuovo recovery college sono tre i corsi in programma che spaziano da argomenti più tecnici ad altri più laboratoriali, due per l’area salute mentale e uno per l’area del fare.

Chirurgia e interventi, l’ospedale di Cavalese supera i numeri pre-pandemia

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Oltre 20.000 accessi al pronto soccorso, che fanno dell’ospedale di Cavalese il quarto presidio per l’emergenza e i traumi in Trentino dopo Trento, Rovereto, Cles. Circa 3.500 ricoveri e 2.198 atti operatori, cresciuti del 20% rispetto al 2019, in particolare per ortopedia e traumi. Sono alcuni numeri relativi al 2022 per l’ospedale di riferimento di Fiemme, Fassa e Cembra, che con i suoi 310 operatori in organico (anche se la carenza di operatori si avverte qui come altrove), 99 posti letto e un bacino di utenti di quasi 50.000 residenti è uno dei nodi fondamentali della rete ospedaliera trentina. Numeri d’altra parte “che provano come l’ospedale di Cavalese abbia lavorato bene nel 2022”. Questa una delle analisi condivise durante la visita nella struttura effettuata dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e dall’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana, assieme ai vertici Apss. Presidente e assessore, accompagnati dal direttore dell’ospedale Armando Borghesi, dai primari e coordinatori infermieristici, dal direttore generale di Apss Antonio Ferro e dagli altri dirigenti dell’Azienda sanitaria, hanno visitato i diversi reparti e spazi dell’ospedale di Fiemme. Un sopralluogo terminato con il confronto nell’aula magna, sulle priorità e le problematiche di un ospedale che vuole essere all’avanguardia e nello stesso tempo a servizio del proprio territorio.

Il Centro ipertensione di Rovereto è accreditato

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Il Centro ipertensione dell’ospedale di Rovereto ha ottenuto il riconoscimento della Società italiana di ipertensione arteriosa (Siia) come centro accreditato di secondo livello per la diagnosi e la cura dell’ipertensione arteriosa, in particolare delle forme più complesse. L’accreditamento, che per i centri clinici ha durata di quattro anni, avviene al termine di uno specifico percorso e solo in presenza di determinati requisiti. Il centro di Rovereto ha potuto ottenere il riconoscimento, il primo in Apss, grazie all’esperienza acquisita negli anni, l’introduzione di una diagnostica strumentale finalizzata a una presa in carico completa del paziente iperteso, la partecipazione a gruppi di lavoro nazionali e la produzione scientifica. Ma soprattutto grazie a un team medico-infermieristico motivato e a una rete di professionisti ospedalieri e territoriali consolidata.

Una dieta mirata riduce stress e ansia: il ruolo degli psicobiotici sotto la lente della ricerca FEM

La Fondazione Edmund Mach ha partecipato allo studio internazionale coordinato dalla University College Cork (Irlanda) che dimostra come la combinazione virtuosa di stile di vita e alimentazione incida sulla salute mentale delle persone. Focus dello studio sono gli psicobiotici, microrganismi benefici che si affiancano ai probiotici, e che operando lungo l’asse microbiota-intestino-cervello contribuiscono a migliorare le prestazioni del sistema nervoso umano. Da questa ricerca, che in FEM ha coinvolto l' Unità di Metabolomica del Centro Ricerca e Innovazione con l'analisi dei biofluidi umani, arriva un’ ulteriore conferma dei benefici prodotti da questi microorganismi, compiendo un ulteriore passo nella direzione di un intervento preventivo o curativo attraverso l’alimentazione, di sindromi quali depressione, Alzheimer, autismo o disturbi da stress in generale.

Ospedale dell’Avisio, in Val di Fassa opinioni a confronto su ristrutturazione e nuova realizzazione

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Tante voci per una struttura sanitaria all’altezza delle aspettative dei cittadini delle Valli dell’Avisio. È stato un dibattito ricco di spunti quello che si è sviluppato ieri sera a Pozza di Fassa (Sèn Jan), dove si è tenuto il terzo appuntamento nell’ambito del percorso di condivisione con i territori voluto dall’Amministrazione provinciale e dagli enti locali attorno ad un tema sentito come il futuro dell’ospedale delle Valli di Fiemme, Fassa e Cembra. Il dibattito si è sviluppato attorno alle due ipotesi rappresentate dalla radicale ristrutturazione (con demolizione e nuova costruzione) dell’ospedale di Cavalese e dalla nuova realizzazione (con la proposta di partenariato pubblico privato) ai Masi o in un’altra area. “Siamo qui per mettere in luce punti di forza e di debolezza dei due progetti” ha spiegato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti. All’appuntamento sono intervenuti anche l’assessore provinciale alla salute Stefania Segnana, il procurador del Comun General de Fascia Giuseppe Detomas ed i dirigenti di Provincia ed Azienda sanitaria, che hanno portato all’attenzione della popolazione della Val di Fassa (dopo l’appuntamento della settimana scorsa dedicato alla Val di Fiemme) dati tecnici relativi a costi, istruttoria, urbanistica ed organizzazione sanitaria. Il prossimo appuntamento è in programma per lunedì a Cembra. “Al termine di questo percorso di coinvolgimento, i rappresentanti istituzionali del territorio saranno chiamati ad esprimersi in merito a quella che riterranno possa essere la migliore progettazione del nuovo ospedale” ha chiarito il presidente della Provincia.

L'ex RSA Sacra Famiglia di Arco al gruppo Villa Regina

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È stata ufficialmente presentata stamattina l’acquisizione dell’ex RSA Sacra Famiglia da parte del gruppo Villa Regina. “Un’importante operazione che consente da un lato di continuare ad offrire un presidio socio-sanitario di qualità sul territorio e dall’altro garantisce continuità lavorativa alle professionalità impiegate - ha spiegato l’assessore provinciale allo sviluppo economico, ricerca e lavoro Achille Spinelli -. In una società che invecchia, che cambia, in cui le fragilità stanno aumentando, occorre essere virtuosi ed economicamente sostenibili e questo passaggio per il territorio arcense getta le basi per un futuro che saprà essere al passo con le sfide che ci attendono”.

Giornata nazionale del personale sanitario e sociosanitario, Segnana: "La pandemia ha messo ancora più in risalto l’importanza della sanità"

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A tre anni esatti dal primo caso di Covid-19 scoperto in Italia, si è celebrata davanti al palazzo della Regione, in Piazza Dante, la Giornata nazionale del personale sanitario e sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, con una riflessione pubblica che ha visto la partecipazione degli ordini professionali della sanità e dei sindacati del comparto (Cgil Cisl Uil e Acli). Presente l'assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, che ha ricordato: "Questa pandemia ha fatto capire a tutti l'importanza del mondo della sanità e di tutti i professionisti sanitari, che con la loro dedizione, professionalità e sensibilità sono stati accanto ai pazienti per non farli sentire soli, e anche alle loro famiglie, quando non potevano entrare nelle strutture. Abbiamo vissuto momenti difficili: nessuno sapeva a cosa saremmo andati incontro, per questo penso che la giornata di oggi sia molto importante per tutti, non solo per la politica, gli ordini professionali, i sindacati", ha detto l'assessore, facendo presente la difficoltà anche attuale a reperire personale sanitario. "Una sfida che dobbiamo affrontare insieme, per rendere attrattive le professioni sanitarie e far capire ai giovani la bellezza di svolgere questo lavoro. Alle istituzioni il compito di far crescere le professionalità di chi lavora nella sanità e far comprendere a tutti la loro importanza", ha concluso Segnana.

Ampliamento della flotta a biometano per la città di Trento

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Il Presidente di Trentino Trasporti S.p.a. avv. Diego Salvatore spa comunica che nei prossimi giorni verranno immessi in servizio i nuovi autobus a metano per la città di Trento. Il piano della società di trasporto pubblico, condiviso con gli azionisti Provincia Autonoma di Trento e Comune di Trento, vuole portare la flotta urbana a metano a circa 85 unità, in grado di coprire oltre il 60% dei km percorsi nel capoluogo.