Un impegno di tutta la comunità: cittadini, istituzioni, associazionismo e comitati, come il Coni, che hanno un'attenzione particolare verso la pratica sportiva. È soprattutto questo il significato della candidatura di Trento a Città della Salute, un progetto che implica una serie di azioni collettive e comportamenti individuali che possono portare a vivere non solo il capoluogo, ma tutto il territorio in modo più sano e sostenibile. Ne hanno parlato nel tardo pomeriggio di oggi nell'ambito del Festival dello sport, in un incontro moderato dal direttore dell'Adige Alberto Faustini, il sindaco di Trento e l'assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, assieme all'epidemiologa e funzionaria della Regione Emilia-Romagna Paola Angelini e all'esperta dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, coordinatrice delle attività OMS Europa sullo sviluppo sostenibile e la salute Bettina Menne. Presente anche il vicepresidente del CONI Trento e presidente della Federazione Medico Sportiva Paolo Crepaz e il campione Maurizio Fondriest, che ha portato la propria esperienza e alcuni spunti per accompagnare le persone di ogni età nell'attività motoria e nel mangiare sano, a chilometro zero. L'assessore alla salute della Provincia autonoma di Trento ha posto l'accento sull'importanza della prevenzione: "Viviamo una stagione che ha messo a dura prova il ruolo attivo di una comunità, ma dobbiamo continuare a confrontarci con le varie componenti che possono contribuire a realizzare una vera prevenzione: i Comuni, la scuola, il mondo dello sport. È quanto abbiamo pensato con il Piano Prevenzione 2020-2025 e con alcune azioni concrete. Come la presenza nei distributori automatici in ospedale di cibo sano e a chilometro zero: un esempio di cosa vuol dire proporre stili di vita più sani".