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Taglio del nastro nuova ala Ospedale Borgo

Il progetto, finanziato interamente con risorse della Provincia autonoma di Trento, ha comportato un investimento complessivo di 26.274.350 euro e la realizzazione di circa 4.300 metri quadrati di nuova superficie distribuiti su cinque livelli. Un’opera strategica per la Valsugana, che punta a rafforzare la medicina di prossimità e a offrire ai cittadini ambienti più moderni, percorsi assistenziali più chiari e servizi meglio organizzati.

Il nuovo edificio è stato progettato per riunire e riorganizzare attività fondamentali dell’ospedale, con spazi dedicati alle diverse funzioni e collegamenti con la struttura esistente. Il piano seminterrato ospita spogliatoi per il personale, locali tecnici, ambienti per la pulizia e la sanificazione e spazi archivio. Un livello di servizio essenziale per sostenere il funzionamento quotidiano dell’ospedale e migliorare l’organizzazione delle attività interne. Al piano terra c’è il nuovo Pronto soccorso, con tre ambulatori per visite e prestazioni, quattro posti letto per l’Osservazione breve, spazi di supporto e percorsi dedicati all’accesso dei pazienti e dei mezzi di soccorso. La nuova organizzazione punta a rendere più funzionali l’accoglienza e la gestione delle emergenze. Al primo piano c’è il nuovo blocco operatorio, con tre nuove sale operatorie a servizio di Ortopedia, Chirurgia generale e Chirurgia orale e Odontoiatria. Ambienti progettati secondo elevati standard tecnologici e di sicurezza, con spazi di preparazione e supporto per il personale e collegamenti con l’ospedale esistente. Al secondo piano sono previsti nuovi ambulatori per la specialistica, con quattro ambulatori destinati all’Unità operativa di medicina, affiancati da un ambulatorio chirurgico per l’Endoscopia digestiva e da locali di servizio. Il terzo piano ospita il laboratorio analisi e la nuova centrale di sterilizzazione.  

«Con questo ampliamento – ha dichiarato il direttore generale Antonio Ferro – il San Lorenzo compie un salto di qualità e rafforza il suo ruolo nella rete ospedaliera trentina. I nuovi ambienti sono progettati per rendere più funzionali i percorsi e favorire l’integrazione tra le diverse attività. È un investimento che guarda anche al futuro del presidio: spazi adeguati e tecnologie aggiornate creano le condizioni per sviluppare le attività cliniche, offrire nuove opportunità di formazione e rendere l’ospedale più attrattivo per i professionisti. Perché rafforzare un ospedale di valle significa investire nella qualità delle cure e nella capacità di rispondere ai bisogni della comunità».

«Realizzare un ampliamento ospedaliero di questa complessità – ha spiegato la direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani – significa intervenire non solo sugli spazi, ma sull’intero sistema che permette a una struttura sanitaria di funzionare in sicurezza. L’opera, la più importante degli ultimi 10 anni in azienda sanitaria, ha richiesto un lavoro articolato sulle strutture, sugli impianti tecnologici e sui collegamenti con l’edificio esistente, con particolare attenzione alla qualità dell’aria, alla continuità elettrica, alla prevenzione incendi e alla funzionalità dei percorsi. L’obiettivo era consegnare ambienti, soprattutto se dedicati alle funzioni maggiormente tecnologiche all’interno di un ospedale, moderni, flessibili e adeguati alle esigenze assistenziali di oggi e di domani».

Con l’entrata in funzione del nuovo Corpo ovest è in corso il trasferimento progressivo dei servizi. Le operazioni sono organizzate per consentire l’attivazione dei nuovi ambienti e l’integrazione con la struttura esistente. Sono già stati trasferiti il laboratorio analisi, la centrale di sterilizzazione e gli ambulatori di medicina e dal 2 al 5 novembre si trasferiranno anche il pronto soccorso, il blocco operatorio e l’endoscopia digestiva. «Questa fase – ha dichiarato la direttrice dell’ospedale San Lorenzo Silvia Atti – richiede un coordinamento puntuale tra le diverse équipe e i servizi tecnici, perché ogni trasferimento comporta attività organizzative e verifiche necessarie prima dell’avvio nelle nuove sedi. La nuova ala ovest ci offre spazi più adeguati e nuove opportunità per sviluppare l’attività clinica e migliorare l’organizzazione dei percorsi assistenziali. I nuovi spazi consentiranno di lavorare in ambienti più funzionali, a beneficio dei professionisti e dei pazienti. È un cambiamento che ci permette di guardare a nuove possibilità di sviluppo clinico, mantenendo al centro la qualità e la sicurezza delle cure».

«Quest’opera – ha evidenziato il dirigente generale del Dipartimento salute della Pat Andrea Ziglio – è il risultato di un lavoro condiviso: degli amministratori locali, che rappresentano e tutelano le esigenze del territorio, dei professionisti che ogni giorno garantiscono l’assistenza e delle istituzioni chiamate a compiere scelte per il futuro. Con questo intervento investiamo nella sanità del futuro, rafforzando la possibilità di offrire ai cittadini cure appropriate, sicure e il più possibile vicine al luogo in cui vivono. Prossimità, infatti, non significa fare tutto ovunque, ma garantire a ogni persona la risposta più adeguata al proprio bisogno, tenendo presente il concetto di appropriatezza. In questa prospettiva, l’ospedale di Borgo è un nodo fondamentale di una rete che comprende i servizi territoriali e sociosanitari: la presa in carico non si esaurisce durante il ricovero, ma deve accompagnare la persona anche nel rientro a casa. È lavorando in rete che possiamo assicurare continuità socio assistenziale e risposte efficaci alla comunità».

«L’inaugurazione di oggi – ha ricordato la sindaca di Borgo Valsugana Martina Ferrai ripercorrendo il legame del territorio con l’ospedale – è una tappa importante in un percorso che lega da secoli Borgo Valsugana e la sua comunità alla cura della salute. Già nella prima metà del Quattrocento Borgo aveva un proprio ospedale: quello che inauguriamo oggi è idealmente una nuova tappa di questa lunga staffetta, che ha visto la comunità locale e la Valsugana protagoniste nel prendersi cura dei propri cittadini. Il San Lorenzo è molto più di una struttura sanitaria: è un presidio fondamentale per il territorio, una risorsa sociale ed economica e un elemento che contribuisce a mantenere viva la nostra comunità. Come amministrazione continueremo a fare la nostra parte, mantenendo un dialogo costante con l’ospedale e facendoci “veicolo” di informazione con la popolazione».

Il presidente della Comunità Valsugana e Tesino Claudio Ceppinati ha dichiarato che «investire in sanità significa investire non soltanto negli edifici, ma anche nelle persone: nei cittadini che hanno bisogno di cure e nei professionisti che ogni giorno le garantiscono. In momenti di fragilità, poter contare su ambienti accoglienti, tecnologie avanzate e personale qualificato fa la differenza. Come Comunità di valle vogliamo continuare a lavorare in sinergia con Asuit e la direzione dell’ospedale, anche attraverso il lavoro della nuova commissione del Consiglio dei sindaci dedicata alla sanità e all’integrazione sociosanitaria, per favorire il confronto e costruire risposte sempre più vicine ai bisogni della popolazione».

L’ex assessora e attuale consigliera provinciale Stefania Segnana ha ripercorso le tappe che hanno portato all’inaugurazione: «Quella di oggi è una giornata importante, che conclude un percorso lungo e impegnativo e apre nuove prospettive per l’ospedale di Borgo. Con la nuova ala ci saranno spazi moderni e tecnologie all’avanguardia che permetteranno di valorizzare ulteriormente le professionalità presenti e di rafforzare il ruolo del San Lorenzo come punto di riferimento per la Valsugana. Penso in particolare alle opportunità offerte dal potenziamento delle attività chirurgiche e dei servizi specialistici».

«L’inaugurazione di oggi – ha concluso chiudendo gli interventi il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti – è motivo di grande soddisfazione: parliamo di un investimento di oltre 26 milioni di euro che conferma la scelta della nostra Provincia di rafforzare la sanità di prossimità e i presidi ospedalieri di valle. La pandemia ci ha ricordato quanto sia importante poter contare su strutture moderne e servizi sanitari vicini ai cittadini. Questo intervento va esattamente in questa direzione e si inserisce in una strategia più ampia di rinnovamento della sanità trentina. Stiamo lavorando al futuro Nuovo polo ospedaliero e universitario del Trentino, con l’obiettivo di rispettare il cronoprogramma e procedere con l’appalto integrato. Parallelamente, con la nascita di Asuit e lo sviluppo della collaborazione con l’Università, stiamo costruendo un sistema capace di integrare sempre più assistenza, formazione e ricerca. A luglio sono arrivati i primi laureati in Medicina formati in Trentino e le scuole di specializzazione offriranno sempre di più nuove opportunità ai giovani professionisti. Vogliamo una sanità che risponda ai bisogni dei cittadini, sappia attrarre competenze e offrire percorsi professionali qualificanti».

Service video a cura dell'Ufficio stampa Pat disponibile qui. 

Argomenti

Assistenza ospedaliera

Fonte

Asuit (ex APSS)

Ultimo aggiornamento: 28/10/2026 - 16:57