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Protonterapia: intitolata a Renzo Leonardi la sala convegni

Protonterapia: intitolata a Renzo Leonardi la sala convegni

Da oggi la sala conferenze del Centro di protonterapia di Trento porta il nome del suo «visionario» ideatore, il Professor Renzo Leonardi, uno dei padri della fisica trentina, capace di intravedere le nuove frontiere della ricerca. La scopertura della targa che intitola la sala conferenze non rappresenta solo il traguardo di un percorso istituzionale avviato all’unanimità dal Consiglio comunale di Trento nel 2019, anno della morte di Leonardi, ma è soprattutto il doveroso tributo a una mente illuminata, in cui l’altissimo spessore scientifico si fondeva a una straordinaria e raffinata cultura umanistica. Alla cerimonia di intitolazione erano presenti le più alte autorità del mondo istituzionale, accademico e della sanità trentina, oltre ai familiari del compianto Leonardi: il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, il rettore dell’Università di Trento Flavio Deflorian, il vicepresidente della Provincia e assessore all’Università e ricerca Achille Spinelli, l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, e il professore emerito dell’Università di Trento Sandro Stringari. Hanno partecipato alla cerimonia anche il direttore del Centro di protonterapia Frank Lohr, la vicesindaca del Comune di Trento Elisabetta Bozzarelli, l’ex presidente della Provincia Lorenzo Dellai, l’ex presidente dell’Asi Roberto Battiston e molti altri rappresentanti del mondo accademico e della ricerca che hanno avuto modo di conoscere e lavorare con il professor Renzo Leonardi.

Tumori: più screening e diagnosi, ma il rischio non cresce

Tumori: più screening e diagnosi, ma il rischio non cresce

"In merito alle notizie diffuse in questi giorni su un presunto aumento anomalo dei tumori in alcune aree del Trentino, è importante riportare il tema su basi scientifiche solide, evitando letture parziali dei dati. I dati del Registro Tumori della Provincia autonoma di Trento, aggiornati al 2021, non evidenziano situazioni di allarme né criticità territoriali. L’analisi del periodo 2007–2021 mostra infatti un quadro complessivamente stabile, con segnali di diminuzione dell’incidenza in particolare nella popolazione maschile. L’aumento del numero assoluto di diagnosi registrato negli ultimi anni è un fenomeno noto, spiegato principalmente da fattori strutturali come l’invecchiamento della popolazione, la sua crescita e il miglioramento delle capacità diagnostiche, anche grazie alla maggiore diffusione degli screening. Questo significa che oggi si individuano più tumori perché si cercano meglio e prima, non perché il rischio individuale sia in aumento. I dati, nel complesso, ci indicano una situazione sotto controllo e confermano l’importanza di continuare a investire nella prevenzione, nella promozione di stili di vita sani e nella partecipazione agli screening, soprattutto in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione". E' questo il commento dell'assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina, in merito alle notizie diffuse sulla stampa locale.

Asuit: primi pazienti trattati nello studio PROTECT

Asuit: primi pazienti trattati nello studio PROTECT

Nell’Azienda sanitaria universitaria integrata del Trentino (Asuit) sono stati trattati i primi pazienti nell’ambito dello studio internazionale PROTECT, che sperimenta approcci avanzati di radiochemioterapia per i tumori dell’esofago e della giunzione gastroesofagea. L’obiettivo è ottimizzare i protocolli di trattamento e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Dall’inizio del 2025 Asuit ha avviato un arruolamento attivo dei pazienti. I primi quattro hanno completato il trattamento con radioterapia a fotoni o protoni e le Unità operative di Radioterapia, Protonterapia e Fisica medica hanno completato lo study audit con successo nell’ottobre del 2025.

“Pump up the jam” e i progetti di Aquilab: il basket a Trento come strumento di inclusione e benessere

“Pump up the jam” e i progetti di Aquilab: il basket a Trento come strumento di inclusione e benessere

Presso la Sala Belli, nel Palazzo provinciale di Piazza Dante a Trento si è tenuta la presentazione della seconda edizione di “Pump up the jam”, il torneo di basket per bambini e adolescenti che sono in cura o sono stati in cura per malattie oncologiche e che sono accomunati dalla passione per lo sport e per la pallacanestro in particolare: nella giornata di domenica 8 marzo si giocherà a Trento presso il palazzetto dello sport “Sanbapolis”” di Trento con tante mini-partite e gare di tiro e la presenza speciale degli atleti della Dolomiti Energia Trentino. Alla conferenza erano presenti: Mario Tonina, assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione; Mattia Gottardi, assessore all’urbanistica, energia, trasporti, sport e aree protette; Silvia Arlanch, presidente Gruppo Dolomiti Energia; Dott. Pietro Soloni, dirigente medico dell’Unità Operativa Multizonale di Pediatria - ASUIT.

I medici del reparto di ematologia dell’Ospedale Santa Chiara di Trento saranno a disposizione nel mese di dicembre per fornire informazioni utili sulle patologie trattate e sensibilizzare sull’importanza della lotta ai tumori del sangue.

 


 

"Un lavoro di squadra per contrastare i tumori femminili"

Immagine: 20241125_134259.jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

Le nuove metodologie di cura e l'approccio multidisciplinare sono al centro del convegno "Bre(ast)nnero – Autostrada di conoscenza senza limiti di velocità", in corso di svolgimento in questi giorni all'Itas Forum di Trento. Alla convention dedicata alle recenti novità mediche riguardanti il cancro al seno, hanno partecipato numerosi esperti operanti nei maggiori centri ospedalieri toccati dall'autobrennero. Prima dell'avvio dei lavori ha portato il suo saluto l'assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina: "Eventi come quello odierno – ha dichiarato l'assessore Tonina - rappresentano un'occasione preziosa di confronto e di aggiornamento e sono fondamentali per affrontare al meglio le patologie che coinvolgono la scienza medica, la vita e il benessere di tante donne e le loro famiglie. Il tumore al seno è un ambito in cui l'approccio multidisciplinare è decisivo e la Provincia è sempre impegnata al fianco di chi ogni giorno lavora in questo settore: una rete di professionisti che collaborano in modo sinergico e che garantisce il raggiungimento di risultati importanti. A oggi, infatti, il 90% delle donne sopravvive a 5 anni dalla diagnosi".

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