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Sicurezza-alimentare

Rischio microbiologico nella trasformazione del latte: giornata formativa

Rischio microbiologico nella trasformazione del latte: giornata formativa

La tutela delle tradizioni produttive e la garanzia della massima sicurezza alimentare sono state al centro della giornata formativa «Gestione del rischio microbiologico nella trasformazione del latte nei caseifici aziendali e nelle casere» che si è tenuta oggi alla Fondazione Edmund Mach, organizzata da Asuit. Ad introdurre l’incontro formativo erano presenti l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, la direttrice del Dipartimento di prevenzione di Asuit Maria Grazia Zuccali, il direttore dell’Unità operativa di igiene e sanità pubblica veterinaria Roberto Tezzele e Maurizio Bottura sostituto direttore generale della Fem.

 


 

A chi mi devo rivolgere per ottenere i certificati?

Per le attestazioni sanitarie di alimenti di origine vegetale ci si può rivolgere all’Unità operativa igiene degli alimenti e nutrizione.
Per le attestazioni e i certificati per l'esportazione di animali vivi e prodotti da loro ottenuti, alimenti e mangimi ci si può rivolgere alle Unità operative di igiene e sanità pubblica veterinaria.

Che costo ha il certificato per esportazioni estere?

€ 40,20 è una tariffa oraria e per certificati standard (stimata circa mezz'ora per l'emissione) ma potrebbe aumentare l'importo se per l'emissione o la personalizzazione dell'attestazione richiedesse più tempo. Il D.Lgs 32 stabilisce un importo orario di € 80.40

Caso di SEU in Veneto, attivate le procedure a tutela della salute pubblica

Immagine: IMG_20170124_171807.jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

È stato segnalato un caso di sindrome emolitico-uremica (SEU) verificatasi in una bambina residente in Veneto. È verosimile che all’origine dell’infezione vi sia una correlazione con il consumo di un formaggio a latte crudo prodotto in un caseificio della valle di Fiemme. Non appena informata del caso dai colleghi della Regione Veneto l’Unità operativa di igiene e sanità pubblica veterinaria del Dipartimento di prevenzione dell’Apss ha attivato le procedure di controllo e ha disposto il ritiro di alcuni lotti di formaggio a latte crudo a cui presumibilmente appartiene il prodotto consumato dalla bambina.

Caso di infezione intestinale di origine alimentare

Immagine: formaggio caseificio.jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

È stato segnalato al Dipartimento di prevenzione di Apss un caso di infezione intestinale di origine alimentare in un bambino di 9 anni. L’indagine epidemiologica condotta per riconoscere la fonte di infezione ha evidenziato una probabile correlazione con il consumo di un formaggio prodotto a partire da latte crudo (non pastorizzato). Il lotto del formaggio interessato (Puzzone) è stato prontamente ritirato dal commercio. Si raccomanda a chi avesse acquistato nell’ultimo periodo questa tipologia di formaggio di non somministrarlo ai bambini, alle donne in gravidanza e alle persone con depressione del sistema immunitario.

Un Protocollo per la sicurezza alimentare dei prodotti lattiero-caseari "a latte crudo"

Immagine: PED_9281 (7).jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

Garantire elevati standard di sicurezza alimentare e promuovere un consumo consapevole dei prodotti lattiero-caseari “a latte crudo”: sono questi gli obiettivi principali del Protocollo d’Intesa fra la Provincia autonoma di Trento e la Federazione Trentina della Cooperazione, che è stato approvato oggi dalla Giunta. "Il Protocollo si inserisce come un nuovo tassello di un percorso già avviato nelle politiche di sicurezza alimentare, rafforzando un impegno costante che mira a tutelare la salute dei consumatori e a valorizzare le eccellenze casearie locali. È un passo ulteriore, che rappresenta anche un modello di collaborazione virtuosa fra istituzioni e settore privato e che ha come obiettivo prioritario quello di garantire la sicurezza alimentare", questo il commento dell'assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione, Mario Tonina. "Si tratta di un approccio condiviso per la sicurezza alimentare, ponendo attenzione, al contempo, alla tutela delle produzioni lattiero-casearie che rappresentano un’eredità di tradizioni e valore economico importanti per il territorio trentino. L'accordo dimostra l’impegno comune per salvaguardare la salute pubblica senza penalizzare le produzioni locali", ha aggiunto a sua volta l'assessore all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali, Giulia Zanotelli.

Sicurezza alimentare dei formaggi a latte crudo: firmato il protocollo d’intesa tra Provincia e Cooperazione Trentina

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Rafforzare le misure di sicurezza alimentare nel settore lattiero-caseario, garantire la massima tutela per i consumatori e valorizzare le eccellenze trentine. Con questi obiettivi la Provincia autonoma di Trento e la Federazione Trentina della Cooperazione hanno sottoscritto oggi un protocollo d’intesa sulla sicurezza alimentare dei formaggi a latte crudo. Il documento, approvato dalla Giunta provinciale lo scorso 24 gennaio, segna un passo importante nella collaborazione tra istituzioni e comparto cooperativo per consolidare le buone pratiche esistenti e avviare nuove azioni di sensibilizzazione e controllo. Alla firma del protocollo erano presenti l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali e cooperazione Mario Tonina, l’assessore all’agricoltura, promozione dei prodotti trentini, ambiente, difesa idrogeologica e enti locali, foreste, caccia e pesca Giulia Zanotelli e il presidente della Federazione Trentina della Cooperazione Roberto Simoni.

Istituto zooprofilattico, patto per la salute del territorio

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Un patto per la salute del territorio a tutela della filiera agroalimentare, della salute pubblica e degli animali, che coinvolge istituzioni, autorità sanitarie e produttori. È questo l’impegno che la sezione di Trento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie intende proseguire anche nel prossimo biennio, in collaborazione con tutti gli stakeholder della provincia. Il territorio trentino si caratterizza per l'importante patrimonio bovino e ovi-caprino, per la presenza di una fauna selvatica essenziale agli ecosistemi e alla biodiversità, e per la grande offerta di prodotti tipici locali come salumi e formaggi. Settori specifici e allo stesso tempo interconnessi fra loro, a cui la sezione di Trento guarda da una prospettiva One health, offrendo un’ampia gamma di attività tecnico-scientifiche e servizi. Nel 2024 i laboratori di Trento hanno eseguito 147.493 esami di laboratorio, suddivisi tra sicurezza alimentare (55.166) e sanità animale (92.327). Sono questi i numeri presentati all’incontro con i rappresentanti delle istituzioni e delle categorie produttive, dal titolo “L’IZSVe guarda al futuro. Presentazione del piano strategico triennale 2024-2026”, che si è tenuto oggi a Palazzo Istruzione. All’evento hanno portato il loro saluto l’assessore alla salute, politiche sociali e cooperazione della Provincia autonoma di Trento Mario Tonina, il consigliere di amministrazione dell'IZSVe Alessandro Alberti, il direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari Antonio Ferro e il direttore della sezione di Trento dell'IZSVe Giovanni Farina. Per l’IZSVe sono intervenuti la direttrice generale dell'IZSVe Antonia Ricci, insieme al direttore sanitario Giovanni Cattoli e al direttore amministrativo Massimo Romano, con alcuni esperti della sezione di Trento dell'IZSVe che hanno illustrato le attività dei laboratori.

Zoonosi in gravidanza e nell’età pediatrica, oggi il convegno

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Si è tenuto presso l'auditorium del Centro servizi sanitari di viale Verona a Trento il corso ECM "Zoonosi in gravidanza e nell’età pediatrica", organizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie con il patrocinio dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. L'evento ha rappresentato un'importante occasione di aggiornamento per medici, veterinari e operatori sanitari, offrendo un approfondimento sul potenziale zoonotico di alcuni patogeni trasmissibili con gli alimenti e sulla loro incidenza sulla salute delle donne in gravidanza e dei bambini. L’apertura dei lavori ha visto gli interventi dell’assessore provinciale alla salute e politiche sociali e del direttore generale di Apss Antonio Ferro, i quali hanno sottolineato il valore della prevenzione e della collaborazione tra sanità umana e veterinaria nell’ottica di un approccio One Health.

Rischio microbiologico nella trasformazione del latte, una giornata di formazione per i gestori dei caseifici

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Si è tenuto stamattina a San Michele all'Adige, presso l'aula magna della Fondazione Edmund Mach, un incontro di formazione sulla gestione del rischio microbiologico nella trasformazione del latte destinato ai gestori dei caseifici aziendali non associati Concast e delle casere annesse alle malghe. Organizzata dal Coordinamento UU.OO. Igiene e sanità pubblica veterinaria del Dipartimento di prevenzione dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari, la giornata è stata aperta dall'assessore provinciale alla salute e politiche sociali, che ha ricordato come i casi registrati negli ultimi anni in Trentino di Sindrome Emolitico-Uremica da STEC ('Escherichia coli produttori di Shiga tossina'), in particolare quelli verificatisi nei bambini, richiamano l'importanza di mantenere alta l'attenzione per garantire la sicurezza alimentare, una sensibilità necessaria e da sostenere, considerata in particolare l'Autonomia speciale del nostro territorio. Molti gestori di casere e caseifici aziendali, che svolgono con passione e impegno il proprio lavoro, hanno intrapreso negli anni scorsi un percorso di controllo per aumentare la sicurezza dei prodotti offerti e l'assessore ha ricordato la necessità di proseguire su questa strada, seguendo le linee guida proposte dal Servizio veterinario, mettendo in pratica tutte le procedure di autocontrollo sintetizzate nel manuale presentato nella giornata formativa e aderendo a momenti come quello odierno. Portando i saluti della Giunta e ricordando l'impegno dell'assessore all'agricoltura in questo settore, l'assessore ha sottolineato la volontà del governo provinciale di accompagnare i produttori in questi percorsi. Il consumo di formaggi a latte crudo o non pastorizzato non deve essere demonizzato, ma deve esserci maggiore consapevolezza, sia da parte dei gestori di caseifici e casere riguardo alle procedure di lavorazione, sia da parte dei cittadini: non è purtroppo possibile garantire il “rischio zero” e pertanto alcune categorie di consumatori, particolarmente sensibili, come bambini in età pediatrica, donne in gravidanza e persone con un sistema immunitario compromesso, non devono consumare questi prodotti. Il ruolo importante del Servizio veterinario pubblico aiuta a ridurre notevolmente il rischio, ma all'attività di prevenzione e di tutela dei consumatori si affianca la volontà di continuare a valorizzare le produzioni lattiero-casearie ottenute in alpeggio o nelle piccole realtà locali, che rappresentano delle eccellenze agro-alimentari del nostro territorio.

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