Prosegue il confronto con le comunità dei territori interessati sul tema del futuro dell’ospedale delle Valli dell’Avisio. Dopo gli appuntamenti a Cavalese e a Pozza di Fassa delle scorse settimane, ieri sera si è sviluppato un nuovo dibattito nell’incontro che si è tenuto al Teatro di Cembra. Sul tavolo le due ipotesi rappresentate dalla ristrutturazione dell’ospedale di Cavalese e dalla nuova realizzazione (con la proposta di partenariato pubblico - privato) in località Masi o in un’altra area. Notevole la partecipazione degli amministratori locali e della cittadinanza e numerosi gli interventi, alla presenza del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, accompagnato dai tecnici provinciali e dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. In sala anche l’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e il direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti. “Di fronte a una scelta strategica per il futuro della comunità, con particolare riferimento alle Valli dell’Avisio – ha detto Fugatti – è importante approfondire i pro e i contro delle diverse ipotesi per l’ospedale. Puntiamo ad una comunità consapevole, partecipe di scelte determinanti per diverse decine di anni. E saranno proprio i territori a decidere, tenendo ben presente che sono disponibili le necessarie risorse per seguire l’una o l’altra strada progettuale, tracciate entrambe rigorosamente nel solco della sanità pubblica. Una scelta che, anche alla luce delle sfide e delle questioni emerse negli ultimi anni, come la pandemia da covid-19 da un lato e la Facoltà di Medicina dall’altro, necessita di una approfondita conoscenza delle diverse opzioni in campo. Di qui l’importanza di questo percorso informativo, reso possibile anche grazie alla sensibilità istituzionale degli amministratori del territorio e alla loro collaborazione. Li voglio ringraziare per aver sostenuto e condiviso questo articolato scambio di vedute con la comunità, caratterizzato da grande attenzione, curiosità e anche da momenti di confronto acceso ma fondamentale per la partecipazione e la valorizzazione del contributo dei cittadini. Fermo restando che la responsabilità finale resta in capo alla Giunta provinciale”.