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Organizzazione

Modificato l'assetto organizzativo dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari

Immagine: Ospedale Rovereto.png Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

La Giunta provinciale ha modificato l'assetto organizzativo dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari. Con questo provvedimento, che fa seguito alla deliberazione adottato lo scorso mese di maggio dal direttore generale di Apss, vengono istituite due nuove Unità operative complesse all’Ospedale di Rovereto: Neurologia e Urologia, che andranno a potenziare l’offerta specialistica e a rispondere in modo più efficace ai bisogni crescenti della popolazione. Oltre alle due nuove strutture, il provvedimento ridefinisce l’afferenza dipartimentale di due strutture semplici già esistenti, con l’obiettivo di rafforzarne il coordinamento e l’integrazione. “Questo intervento – commenta l'assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina – si inserisce in un disegno più ampio di consolidamento e innovazione della nostra rete sanitaria. Le nuove strutture complesse di neurologia e urologia a Rovereto rappresentano una risposta concreta a bisogni reali del territorio, con effetti positivi attesi in termini di qualità dell’assistenza e attrattività per i professionisti. Allo stesso tempo, rafforzare le funzioni di coordinamento nelle aree della terapia del dolore e delle malattie rare significa migliorare la presa in carico dei pazienti in percorsi che richiedono continuità, multidisciplinarietà e prossimità”.

Riorganizzazione Apss, Segnana “Ripartiamo dai territori”

Immagine: _DSC0578.JPG Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

Ha fatto tappa ieri in Primiero il percorso di presentazione della proposta di riforma che vede protagonista l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento. I contenuti della nuova riforma territoriale di Apss sono stati presentati nel tardo pomeriggio di ieri presso la sede della Comunità di Primiero ai rappresentanti istituzionali della comunità, in particolare al commissario della Comunità Roberto Pradel, i sindaci e tecnici dei cinque Comuni. La riforma è stata illustrata dall'assessore alla salute della Provincia autonoma di Trento Stefania Segnana e dal direttore generale f.f. di Apss Antonio Ferro. Presenti anche il dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti e numerosi dirigenti Apss, tra i quali il direttore f.f. dell'Integrazione socio sanitaria e dell'Unità operativa cure palliative Gino Gobber, il direttore amministrativo Andrea Maria Anselmo e il responsabile del Servizio processi assistenziali ospedalieri Paolo Barelli. "Siamo qui per un incontro interlocutorio, perché vogliamo che la riorganizzazione sia quanto più condivisa con i territori. Questo lavoro ha avuto inizio prima della pandemia e proprio quest’ultima ha messo in luce la necessità di ripensare il modello organizzativo di sanità e ha introdotto una straordinaria valorizzazione delle attività sanitarie sul territorio ed in particolare delle azioni preventive e di promozione della salute della persona e della sua comunità. Ad ottobre abbiamo ricevuto un documento con delle richieste puntuali, parte delle risposte le troverete all’interno della nuova riforma. Il nostro obiettivo è quello di dare le migliori risposte ai cittadini e alle comunità”, ha detto l'assessore Segnana.

Riorganizzazione Apss, l’incontro a Trento

Immagine: 20220215_172707.jpg Creative Commons Attributon–ShareAlike 4.0 International (CC BY-SA 4.0)

I contenuti della nuova riforma dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, elaborata con l’obiettivo di mettere al centro i territori e avvicinare il più possibile i servizi ai cittadini, sono stati recentemente illustrati nella sede del Dipartimento salute a Trento ai rappresentanti del Comune di Trento, il sindaco Franco Ianeselli e l’assessore comunale alle politiche sociali, familiari e abitative Chiara Maule. “Questo è un momento importante all’interno del percorso di illustrazione del nuovo assetto per il sistema della salute trentina che sta toccando tutti gli ambiti del Trentino” ha detto l’assessore Segnana presentando gli aspetti della riorganizzazione assieme al direttore generale facente funzioni di Apss Antonio Ferro. Presenti anche il dirigente generale del Dipartimento Salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti, il direttore dell’Integrazione socio sanitaria e dell’Unità operativa cure palliative Gino Gobber, il direttore amministrativo Andrea Maria Anselmo. “La riforma - ha aggiunto Segnana - è il frutto di un lavoro iniziato prima della pandemia, che si è sviluppato alla luce dell’esperienza del Covid e che è finalizzato a fornire servizi migliori a tutta la comunità. In questo nuovo assetto, che noi vogliamo condividere il più possibile con le tutte comunità del Trentino, il capoluogo rappresenta un nodo fondamentale. Sia considerando i servizi di prossimità rivolti a tutto l’ambito del comune, con la città e le frazioni, ma anche valorizzando l’importanza che i presidi presenti a Trento hanno nella rete territoriale. A partire dall’ospedale Santa Chiara, al quale la riforma assegna un ruolo centrale per tutte quelle prestazioni che devono servire tutto il Trentino, mentre gli ospedali di valle possono avere ciascuno una propria specialità, così da distribuire le competenze sul territorio nel disegno di ospedale ‘policentrico’ individuato dalla riforma”.

Sanità: la riorganizzazione presentata alla Consulta

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Prosegue il percorso di presentazione della nuova riforma dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari di Trento. Oggi i punti cruciali della riorganizzazione sono stati illustrati ai membri della Consulta per la Salute guidata dal presidente Renzo Dori: accanto all’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana vi erano il direttore generale facente funzioni di Apss Antonio Ferro, con il direttore del Servizio ospedaliero Pier Paolo Benetollo, il direttore amministrativo Andrea Maria Anselmo, il direttore dell’Integrazione socio sanitaria Gino Gobber, la direttrice del servizio territoriale Simona Sforzin e il direttore del Servizio processi assistenziali ospedalieri Paolo Barelli. "Siamo in una fase importante che è quella della presentazione al territorio del nuovo assetto della salute trentina, un percorso che sta coinvolgendo tutti gli ambiti, non solo quelli socio-sanitari. La riorganizzazione si integrerà con il Piano di prevenzione 2021-2025, approvato lo scorso dicembre, per la cui stesura sono stati coinvolti tutti gli Assessorati, proprio perché temi come la salute, la prevenzione, abbracciano settori diversi e trasversali. La promozione della salute deve essere fatta sempre più a 360°", è stato questo il pensiero espresso dall'assessore Segnana che, nel ringraziare i partecipanti, ha ricordato come si tratti di una riforma aperta alle osservazioni che stanno arrivando dal territorio.

Riorganizzazione Apss, l’incontro con l’Università di Trento

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“L’Università degli studi di Trento è un partner essenziale della Provincia e di Apss, non solo per la Scuola di medicina ma in generale per lo sviluppo del nostro territorio e l’evoluzione del nostro sistema sanitario. Ci sembra quindi doveroso coinvolgere l’ateneo sul tema importante della riorganizzazione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. L’obiettivo è confrontarci assieme e raccogliere eventuali osservazioni o proposte di modifica. In un percorso che è aperto agli spunti positivi, riguardo a questa proposta di riforma che punta a mettere al centro i territori e avvicinare i servizi ai cittadini”. Così l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana ha avviato la presentazione del nuovo assetto della sanità trentina ai vertici dell’Università di Trento. Presenti, nella sala riunioni del Dipartimento salute in via Gilli, il rettore Flavio Deflorian, il docente ed ex rettore Paolo Collini, che segue da vicino la Scuola di medicina, il direttore generale dell’ateneo Alex Pellacani, assieme ai rappresentanti di Apss: il direttore generale facente funzioni di Apss Antonio Ferro, che ha illustrato nei dettagli la riorganizzazione, il direttore sanitario Giuliano Brunori, il direttore del servizio ospedaliero Pier Paolo Benetollo, il direttore amministrativo Andrea Maria Anselmo, la direttrice del dipartimento risorse umane Chiara Morandini.

Massimiliano Lanzafame è il direttore di malattie infettive

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Massimiliano Lanzafame è il nuovo direttore dell’Unità operativa di malattie infettive dell’Apss. L’incarico, di durata quinquennale a partire da oggi, gli è stato conferito dal direttore generale facente funzioni dell’Apss Antonio Ferro. Il professionista, specialista in malattie infettive, vanta una lunga carriera all’interno delle strutture sanitarie pubbliche.

Ospedale Cles: il direttore di ostetricia e ginecologia ha consegnato le dimissioni

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Il direttore dell’Unità operativa di ostetricia e ginecologia dell’ospedale di Cles Roberto Luzietti ha consegnato le proprie dimissioni all’Azienda provinciale per i servizi sanitari e non sarà più in servizio al presidio ospedaliero delle Valli del Noce dal 1° settembre 2022. Il 22 marzo Apss ha prontamente indetto una pubblica selezione per il conferimento del nuovo incarico di direttore medico di struttura complessa (in scadenza il 21 aprile). Questo dovrebbe garantire all’U.o. di ostetricia e ginecologia di Cles di avere un nuovo direttore prima dell’effettiva cessazione del servizio da parte del dott. Luzietti, in continuità con il lavoro svolto dalla direzione di questi anni.

Salute, siglato dalla Giunta trentina l’accordo di collaborazione con l’Alto Adige

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Un’intesa per la collaborazione tra le due Province autonome di Trento e Bolzano in materia sanitaria, su alcuni ambiti di reciproco interesse. È il contenuto dell’accordo approvato oggi dalla Giunta provinciale di Trento e che sarà a sua volta approvato dall’esecutivo altoatesino in una delle prossime sedute. Si dà così esecuzione alla mozione approvata dalla Giunta regionale nel settembre 2021, attraverso cui l’esecutivo regionale si faceva parte attiva affinché le due Giunte provinciali individuassero ambiti di reciproca collaborazione.

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