Non ci sono evidenze che la donazione del sangue cordonale aumenti la durata del parto o la degenza. La raccolta avviene dopo che il cordone è reciso e non interferisce con l’assistenza alla madre o al neonato.
Esistono criteri nazionali italiani che stabiliscono condizioni di esclusione per la donazione solidaristica del sangue cordonale. Questi sono pubblicati su Gazzetta Ufficiale. Alcuni esempi: gravidanze con patologie materne (es. pre-eclampsia grave, distacco di placenta) oppure patologie fetali malformative o genetiche.