“Spreisdom, benvenute” pronunciato in ucraino dallo staff di Casa Serena, la struttura gestita da Anffas a Cognola di Trento. È lì che nel pomeriggio odierno è arrivata a bordo di un mezzo sanitario la donna con disabilità grave, accompagnata dalla madre. Dall’Ucraina al Trentino, grazie all’operazione in sinergia tra la Croce rossa italiana, il Dipartimento salute della Provincia e la protezione civile trentina che ha permesso di portare nel nostro territorio 41 persone fragili, di cui 40 sono pazienti psichiatrici ospitati a Levico Terme. “Siamo passate dall’inferno della guerra e ora siamo arrivate in paradiso, vi ringrazio tantissimo, di cuore, per la gentilezza” ha detto la donna, accolta dagli operatori di Casa Serena, con il direttore Pietro Grigolli, l’operatrice Inna Deyneko, che parla ucraino e ha fatto da interprete, il medico Marco Clerici. Presente anche l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, che ha sottolineato l’impegno della comunità trentina, dal volontariato alle istituzioni, per l’emergenza Ucraina, impegno confermato anche dall’operazione di solidarietà che ha messo in salvo le persone più fragili. “Questo è un importante aiuto che stiamo dando come sistema trentino. Il nostro territorio continua a confermare il proprio spirito solidale e in questo caso va sottolineato il contributo dato da Anffas, con una struttura specializzata per l’accoglienza di persone con disabilità”.