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Coronavirus: la situazione di lunedì 1 marzo 2021

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È ancora in crescita il numero dei pazienti covid ricoverati negli ospedali trentini. Il bollettino quotidiano dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari sottolinea che nella giornata di ieri, domenica, i 13 nuovi ricoveri - solo parzialmente attenuati dalle 3 dimissioni effettuate - hanno portato il numero complessivo a 232 (ieri erano 224) con un aumento anche dei pazienti in terapia intensiva che adesso sono 42. In ospedale sono anche avvenuti i 2 decessi registrati oggi: si tratta di 2 donne, di età compresa fra gli 82 ed i 92 anni.

Coronavirus: dal bollettino di domenica 28 febbraio

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L’ultimo giorno di febbraio si chiude con zero decessi e 329 nuovi contagi. Il bollettino dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari specifica che 180 sono quelli trovati con il tampone molecolare, mentre altri 149 sono stati individuati tramite test rapidi. I molecolari hanno confermato inoltre 47 positività intercettate nei giorni scorsi dai test rapidi.

Coronavirus: la situazione di sabato 27 febbraio 2021

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Con oltre 4.000 tamponi analizzati sono 341 i nuovi casi positivi al SAR-CoV-2 in Trentino. Il dato si ricava dal bollettino odierno dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari che specifica come 152 siano i nuovi positivi al molecolare mentre quelli all’antigenico sono 189. I molecolari hanno inoltre confermato 93 positività intercettate nei giorni scorsi dai test rapidi.

Malattie Rare, l’assessore Segnana: “Massima attenzione e impegno per i pazienti e le famiglie”

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Il 29 febbraio (giorno raro), oppure il giorno 28 degli anni non bisestili, si celebra in tutto il mondo la giornata delle Malattie Rare, dedicata appunto alle persone che in tutto il mondo soffrono di una delle 7.000 patologie rare riconosciute. In occasione della settima giornata trentina delle Malattie Rare è stato organizzato un webinar dal titolo “Alla scoperta del mondo raro”, che si è svolto nella mattinata odierna e ha visto la partecipazione di studiosi, associazioni e rappresentanti locali per approfondire questa importante tematica. Molti anche i cittadini collegati alla diretta online, interessati al seminario. Hanno introdotto i lavori l’assessore provinciale alla Salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana, il direttore generale dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari Pier Paolo Benetollo e il presidente della Consulta per la salute della Provincia autonoma di Trento Renzo Dori. “Circa 4.700 trentini sono affetti da questo tipo di patologie e da parte nostra bisogna fare il massimo per prendere in carico loro e loro famiglie” ha esordito l’assessore Segnana nel saluto di apertura. “Il 2020 è stato un periodo difficile per tutti e le malattie rare hanno risentito del rallentamento di progetti iniziati già nel 2019, tuttavia siamo riusciti a portare a termine un’iniziativa innovativa e veramente importante come il centro clinico Nemo, che la Provincia autonoma di Trento è fiera di ospitare al Villa Rosa di Pergine e che sarà operativo da lunedì 1° marzo per dare risposte ai malati e alle famiglie” ha proseguito l’assessore. “Queste malattie fanno fatica ad essere studiate e c’è bisogno di far sentire che la comunità ruota intorno ai pazienti, che non devono essere lasciati soli. Da parte nostra e di Apss in questi anni c’è stata forte attenzione, il nostro impegno è continuare a portare avanti i progetti ed un esempio concreto è l’aver anche rinnovato in queste settimane il gruppo di lavoro interdisciplinare, formato da assessorato, Azienda sanitaria, Consulta della salute e associazioni”, ha concluso Segnana.

Coronavirus: il Trentino resta in zona arancione

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La prossima settimana il Trentino resterà in zona arancione. Lo ha annunciato oggi pomeriggio il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, insieme all’assessore alla Salute, Stefania Segnana, nel corso della consueta conferenza stampa per fare il punto sulla situazione Covid-19 in provincia. “L’indice Rt settimanale – ha spiegato Fugatti – è in calo e passa da 1,22 a 1,07. Un calo importante rispetto alla settimana scorsa. Questo dato, collegato ad un rischio che l’Istituto superiore di sanità ha classificato non alto, ci permette di restare in arancione, come nelle ultime due settimane, scongiurando la paura che abbiamo sentito nei cittadini nei giorni scorsi di passare ad una classificazione rossa. Non vuol dire che la situazione stia migliorando - ha spiegato ancora il presidente - perché abbiamo un indice di positività molto elevato, sopra il 10%, dovuto anche alla modalità dei nostri tamponi sui sintomatici, ma non possiamo nascondere che il contagio sia cresciuto e che anche il numero di ospedalizzati stia crescendo. Continuiamo quindi – ha detto Fugatti – a rispettare le regole e a mantenere la massima cautela, per fare in modo che nei prossimi giorni ci possa essere una stabilizzazione dei dati".

Al via il piano di vaccinazioni delle forze dell’ordine

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Secondo quanto previsto dal Piano nazionale Vaccini, le donne e gli uomini che in Trentino operano nell’ambito delle forze dell’ordine saranno al centro di una campagna vaccinale che è stata illustrata nel pomeriggio in Provincia dal presidente, Maurizio Fugatti e dall’assessore alla salute, Stefania Segnana, accompagnati dal dirigente del Dipartimento Salute e politiche sociali, Gianfranco Ruscitti e dal direttore dell’Azienda sanitaria, Pier Paolo Benetollo. Presenti i vertici delle forze militari e di polizia e dei Vigili del fuoco, oltre al commissario del Governo, Sandro Lombardi e al procuratore della Repubblica Sandro Raimondi.

Vaccino Covid-19 scuola: da domenica le prenotazioni al Cup

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Grazie alla disponibilità del vaccino AstraZeneca, più facile da conservare e somministrare, il personale scolastico degli asili nido e delle scuole dell’infanzia già da alcuni giorni può vaccinarsi dal proprio medico di medicina generale, se questo aderisce alla campagna vaccinale. Da domenica, chi ha un medico che non aderisce alla campagna potrà prenotare la vaccinazione al CUP online (https://cup.apss.tn.it/) e farla nelle sedi vaccinali dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari a partire da mercoledì prossimo. Sarà vaccinato tutto il personale scolastico, fino ai 65 anni di età.

A Mattarello tutto è pronto per i test salivari

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Il laboratorio dell’Università di Trento per i testi salivari è realtà. I tecnici di laboratorio - dieci neolaureati e neolaureate con un’età media di 25 anni - sono già stati reclutati, i macchinari sono arrivati e già testati, gli spazi al primo piano sono allestiti e organizzati per accogliere migliaia di provette al giorno, grazie ad un processo che vede robot e uomo alternarsi con tempi e sincronismi a prova di errore. Il tutto è seguito dal sofisticato software di controllo delle attività di analisi, perché, qui, negli spazi al primo piano della struttura universitaria di Mattarello è nato il primo laboratorio italiano di test molecolari salivari, in grado di scovare il virus Covid 19. Stamani, il presidente Maurizio Fugatti e l’assessore provinciale alla sanità Stefania Segnana, accompagnati dal rettore Paolo Collini, hanno visitato quella che diventerà la nuova prima linea di contrasto, assieme alle altre allestite sul territorio, alla pandemia che da un anno tieni in scacco il pianeta. “Abbiamo mantenuto la promessa - hanno esordito i due rappresentanti della giunta provinciale - di realizzare un laboratorio in grado di processare i test salivari che rappresentano una nuova frontiera nell’azione di prevenzione e contrasto alla diffusione del virus”. Fugatti e Segnana hanno ringraziato i responsabili del nuovo laboratorio, nella persona di Massimo Pizzato, virologo del Dipartimento di biologia cellulare e computazionale dell’Università di Trento, che in questi mesi ha lavorato in maniera incessante per attrezzare il nuovo presidio. Prima di entrare in funzione e una volta eseguiti i primi mille test, il laboratorio dei test salivari dovrà incassare il via libera dall’Istituto superiore di sanità. “Il grande vantaggio dei test salivari - ripete Pizzato - è che potranno essere eseguiti a casa direttamente dalla persona, con le stesse modalità di un test fai da sé. Le provette saranno poi analizzate in tempi molto stretti in questa struttura, allestita a tempo di record”.

Medici pediatri: piano di intervento per garantire il servizio a Giovo, Predaia e Besenello

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Giovo, Predaia e Besenello sono le tre zone del Trentino che risultano maggiormente carenti dal punto di vista della copertura di assistenza pediatrica. Per farvi fronte entro marzo partirà la procedura che dovrà portare all’inserimento di un nuovo pediatra. E’ l’esito del confronto avuto ieri con l’assessore Stefania Segnana nell’ambito della riunione del Comitato provinciale dei medici pediatri di libera scelta che si è occupato, assieme ai rappresentanti sindacali dei pediatri, delle situazioni di carenza assistenziale sul territorio provinciale. Sulla base dei dati forniti dall'Azienda sanitaria il Comitato, come detto, ha condiviso di procedere alla pubblicazione, nel prossimo mese di marzo, di tre zone carenti, nelle quali inserire un nuovo pediatra. Con particolare riguardo a Besenello, è stata condivisa l'opportunità di prevedere per il nuovo professionista che si inserirà in quel comune l'impegno a garantire l'assistenza ambulatoriale (ambulatorio secondario) anche sull'Altopiano di Folgaria, Lavarone e Luserna.

Coronavirus: dati dal bollettino di mercoledì 24 febbraio 2021

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Sono 57 i nuovi casi positivi al molecolare registrati nel bollettino quotidiano dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. A questi si affiancano i 300 individuati attraverso i test rapidi. Sono poi stati confermati 83 casi all’antigenico. I molecolari hanno anche confermato la positività di 83 persone il cui contagio era stato rilevato nei giorni scorsi dai test rapidi. 3 invece i nuovi lutti: i decessi sono avvenuti tutti in ospedale e si riferiscono a 2 uomini e 1 donna, di età compresa fra i 76 e gli 85 anni.

Malattie neuromuscolari: il Centro Clinico NeMO Trento è realtà

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La splendida Sala Depero, che prende il nome dell’eclettico artista roveretano che ha saputo trasformarla in una vera opera d’arte, è stata la cornice della conferenza stampa trasmessa in diretta per annunciare un’altra eccellenza: l’apertura della sede trentina del Centro Clinico NeMO (Neuromuscular Omnicenter), centro specializzato per la cura di bambini e adulti con malattie neuromuscolari e neurodegenerative, come la Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), l’Atrofia Muscolare Spinale (SMA) e le Distrofie Muscolari. Un traguardo fortemente voluto e raggiunto, nonostante la grave emergenza sanitaria, come hanno sottolineato il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e il presidente dei Centri Clinici NeMO Alberto Fontana, insieme all’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana e al direttore generale di APSS Pier Paolo Benetollo.

Coronavirus: i dati del bollettino di martedì 23 febbraio 2021

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Sono 39 i nuovi casi positivi al tampone molecolare mentre gli antigenici hanno intercettato altre 193 positività. Lo conferma il bollettino di oggi dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari che dà conto anche di 1 nuovo decesso (una persona di 95 anni) avvenuto in ospedale. Le vaccinazioni intanto sono arrivate a 37.333, cifra che comprende 13.621 seconde dosi e le 6.951 riservate ad ospiti di residenze per anziani.

Apre il Centro Clinico NeMO Trento

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Mercoledì 24 febbraio 2021 alle 12, presso Sala Depero nel Palazzo provinciale di piazza Dante a Trento, si terrà la conferenza stampa per presentare l'apertura del "Centro Clinico NeMO Trento. Al fianco delle persone con malattie neuromuscolari”. NeMO è un Centro Clinico ad alta specializzazione pensato per rispondere in modo specifico alle necessità di chi è affetto da malattie neuromuscolari e neurodegenerative, quali la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), la SMA (Atrofia Muscolare Spinale), le Miopatie e le distrofie muscolari. Oltre 5.000 pazienti che nella provincia di Trento e nelle aree vicine del nord est d’Italia oggi convivono con questo tipo di patologie. Per rispettare le misure di contenimento della diffusione del Covid-19, si richiede l’accredito inviando un’email all’indirizzo ufficio.comunicazione@apss.tn.it entro martedì 23 febbraio. La cerimonia potrà essere seguita in diretta streaming sulle pagine Facebook del Centro NeMo, di Azienda Sanitaria e della Provincia, all'indirizzo: https://www.facebook.com/provincia.autonoma.trento

Coronavirus: dal bollettino di lunedì 22 febbraio 2021

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A conclusione del fine settimana, sono saliti a 205 i ricoverati negli ospedali trentini, con 30 persone che si trovano in rianimazione. Il dato è confermato dall’ultimo bollettino dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari che dà conto anche di 2 nuovi decessi, entrambe avvenuti in ospedale: si tratta di 2 uomini di età compresa fra i 69 ed i 72 anni.

Coronavirus: dal bollettino di sabato 20 febbraio 2021

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69 nuovi casi positivi al molecolare e altri 243 all’antigenico. Sono gli ultimi dati forniti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari in merito all’andamento della pandemia in Trentino. Nel bollettino si parla anche di 1 decesso (una donna anziana ricoverata in ospedale) e di una diminuzione del numero dei ricoverati, anche se aumenta invece quello degli assistiti in rianimazione.

Fugatti ha incontrato il Comune di Cavalese: il punto sulle opere comunali

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La realizzazione del nuovo ospedale di Fiemme e Fassa a Cavalese è stato il tema al centro dell'incontro di ieri fra il presidente Maurizo Fugatti, accompagnato dai dirigenti provinciali Luciano Martorano, Raffaele De Col e Stefano De Vigili, e i vertici della nuova Giunta del comune di Cavalese, con il sindaco Sergio Finato, il vicesindaco Alberto Vaia, l'assessore ai lavori pubblici Guido Dellafior. Dopo le modifiche seguite alla revisione progettuale affrontata nel 2019, si conta ora di avere in pochi mesi il quadro definito e aggiornato della situazione. Dopodiché si procederà con l’affidamento della progettazione definitiva a cui seguirà l'avvio dell'appalto. Il progetto è stato suddiviso in sei fasi o lotti, in maniera tale da favorire la coesistenza dei reparti e delle infrastrutture esistenti fin tanto che si procede con la realizzazione delle nuove. I tempi di esecuzione dell'opera sono stimati in circa 3-4 anni. "L'intento - ha detto Fugatti - è di arrivare quanto più avanti possibile nella realizzazione del nuovo ospedale per il 2026, anno delle Olimpiadi". Il presidente della Giunta provinciale ha aggiunto che fra maggio e giugno dovrebbe riaprire il punto nascita, "se le cose andassero come lo scorso anno, quando abbiamo raggiunto il picco del Covid ad aprile, per poi andare incontro ad un rapido miglioramento della situazione, con conseguente alleggerimento della pressione causata dalla pandemia su tutti i servizi socio-sanitari".